Malore fatale in casa: il corpo trovato dopo due settimane

La morte di un pensionato di 68 anni con problemi di salute. Noto a servizi sociali e Poma: «Non voleva farsi assistere»

MANTOVA. Era seguito da tre servizi territoriali: il Comune, il centro psico sociale e la sezione dialisi dell’ospedale Carlo Poma.

Ma lui, 68 anni, carattere schivo e portato all’isolamento sociale, non ne voleva sapere nonostante i ripetuti solleciti da parte di assistenti e medici di prendere parte ad un percorso socio-sanitario.


Lo hanno trovato privo di vita il 2 novembre mattina nell’appartamento preso in affitto in via Nazario Sauro. La morte, presumibilmente, risale ad almeno una ventina di giorni fa. Intorno alle 9 è arrivata la telefonata ai carabinieri da parte dell’unità dialisi del Poma: «Non lo vediamo da diverse settimane perché ha interrotto su sua decisione la terapia. Abbiamo cercato di contattarlo ma non ci ha risposto».

Immediata la mobilitazione. In via Nazario Sauro sono subiti arrivati i vigili del fuoco e i servizi sociali del Comune di Mantova. Il sospetto che fosse successo qualcosa si è palesato con la cassetta della posta piena di volantini.

I pompieri sono entrati dalla finestra e poco dopo hanno trovato il pensionato privo di vita. La salma era già in via di decomposizione e da qui l’ipotesi che il decesso, per cause naturali, sia avvenuto due o tre settimane fa.

Ultimi anni difficili per D. G., più volte avvicinato dai servizi sociali del Comune a partire dal 2016. Il pensionato non aveva bisogno di sostegno economico visto che poteva disporre di una discreta pensione. Nel tempo ha sempre pagato l’affitto e le utenze e per questo a nessuno era venuto il sospetto che gli fosse accaduto qualcosa di grave.

L’ultima visita delle assistenti sociali risale all’11 ottobre, ma anche in quell’occasione il 68enne si era sottratto ad ogni contatto. Da parte sua non c’era mai stata la richiesta di assistenza, ma nonostante questo il Comune ogni mese si attivava per un controllo. In passato gli era stata assegnata l’assistenza domiciliare e le pulizie dell’appartamento, ma ad un certo punto – fanno sapere da via Roma – lui non le ha più volute. Nessuna possibilità anche per un trattamento sanitario obbligatorio: «Non c’erano i presupposti» dicono dai servizi sociali.


 

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