Gli eventi di Noi Gazzetta. Cartiera Mantovana e la svolta per i campi con i teloni green

Alberto Marenghi e il direttore della Gazzetta di Mantova Paolo Boldrini

Marenghi racconta la sua azienda ai lettori: «Noi al posto di Pro Gest? Impossibile, altri materiali»

MANTOVA. Alberto Marenghi, amministratore delegato di Cartiera Mantovana si è raccontato come imprenditore, presidente degli industriali e soprattutto, con orgoglio, come erede di una dinastia di cartai iniziata nel 1615 con l’antenato Angelo da Fano autorizzato dal duca Ferdinando Gonzaga a produrre carta. Mezzo secolo dopo, nel 1664, nasceva la Gazzetta e chissà che qualcuna delle prime copie non sia stata stampata proprio su quei fogli prodotti a Maglio di Goito. L’occasione per raccontarsi è stata l’incontro riservato ai lettori registrati alla comunità del giornale Noi Gazzetta di Mantova.

Storia plurisecolare per entrambi, come ha ricordato spiegando il motivo dell’invito il direttore Paolo Boldrini.


Nel XXI secolo la fabbrica è ancora nella piccola frazione, ma le metodologie di produzione sono innovative ed ecologicamente all’avanguardia. Iniziate con il riciclo della carta negli Anni ’70 del Novecento per limitare il consumo della pasta di legno, ora la Cartiera ha implementato l’aspetto del recupero. La separazione nei contenitori della carta dalla plastica è la nuova frontiera. Con il riutilizzo sia dell’una che dell’altra: con la seconda ridotta in granuli e destinata ai vasi per la floricoltura.

Cinquanta dipendenti a Maglio, cento nell’intero gruppo che comprende anche uno stabilimento a Galliera Veneta e uno nel Milanese, 50 milioni di euro il fatturato, eppure Marenghi definisce “di nicchia” la sua produzione. Nonostante fornisca la sua carta da imballaggio a grandi gruppi dell’abbigliamento, dell’alimentare e della produzione agricola.

Tra le ultime innovazioni anche la produzione di teli da utilizzare per il lavori nei campi, un’altra novità “verde”: con la carta biodegradabile al posto della plastica, infatti, è possibile evitare di dover raccogliere i teloni quando vengono dismessi.

Non poteva mancare la domanda-clou che tutti nel pubblico aspettavano. «Ma non poteva subentrare alla Burgo al posto di Pro Gest?», ha chiesto Boldrini. Marenghi ha spiegato perché non fosse possibile: «Zago produce una qualità di carta che noi non trattiamo, lontana dalla nostra clientela: scatole da imballaggio. Però gli avevo detto che doveva proporsi in punta di piedi alla sensibilità dei mantovani perché questa città ha già problemi ambientali». Intanto per eliminarne una piccola parte a Maglio Marenghi attiverà un teleriscaldamento e un teleraffredamento generato dagli impianti della sua Cartiera. 

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