Ancora alta tensione: CasaPound fa paura

Forze dell’ordine in allerta per l'apertura della nuova sede: rischio attentati in piazza Filippini. Sabato l’inaugurazione, domenica primo corteo antifascista

MANTOVA. L’imperativo è: prudenza. La consegna è quella di raffreddare sul nascere qualsiasi tensione e minaccia eventuale, raddrizzando il baricentro di un quartiere andato fuori asse dopo l’annuncio dell’apertura di un circolo di CasaPound. Vissuta come una provocazione feroce, uno schiaffo al quale opporre un rifiuto. Sotto la lente delle forze dell’ordine c’è piazza Filippini, dove sabato sarà inaugurata la sede dell’associazione culturale Il Volante, espressione del movimento politico di estrema destra. Zona diventata improvvisamente calda, piazza Filippini, già “attenzionata” (come si dice in gergo) in queste ore come oggetto di un possibile attentato, anche solo dimostrativo. E allora via a controlli ripetuti e ispezioni serrate da parte delle forze dell’ordine, alla ricerca di eventuali pacchi e involucri sospetti, secondo il protocollo adottato durante le visite istituzionali di personaggi pubblici e politici.

Piazza Filippini si scopre così obiettivo sensibile, e la scritta comparsa nei giorni scorsi su una delle due serrande - «No fasci in my town» – ha suggerito di stringere le maglie della vigilanza, mentre accelerano i timori dei residenti e l’indignazione degli antifascisti. L’imperativo è mantenere la temperatura bassa, evitare che l’opposizione ideologica deragli in scontro fisico, al di là delle intenzioni. In tal senso l’attenzione sarà massima domenica, quando, alle 16, da piazza dei Mille partirà un corteo antifascista al grido di “Par San Martin parema via i fación grand e piculin”. Cacciamo via i fascisti di ogni età, anche il pugno di giovani che ha depositato all’Agenzia delle Entrate lo statuto dell’associazione Il Volante.


Promossa da la Boje, eQual-Potere al Popolo e Sinistra Italiana, la manifestazione muove dalla memoria di chi non dimentica «la violenza del terrorismo squadrista, la vergogna della dittatura e i morti di Mantova causati dall’occupazione nazifascista. È la storia dei nostri nonni che durante la guerra hanno cacciato i fascisti a fucilate e negli anni Cinquanta li combattevano quando provavano a rialzare la testa». Memoria che si annoda a un presente fatto «di sfruttamento, razzismo e nazionalismo», brodo di coltura pericoloso: «Così nascono i fascisti veri e propri, fieri delle vergognose magliette “Auschwitzland”, e arrivano a Mantova – denunciano gli organizzatori del corteo – Un anno fa un giovane lavoratore di città è stato picchiato in strada da naziskin per la sua maglietta, e anche quest’estate ci sono stati diverse provocazioni e insulti a ragazzi da parte di noti militanti di estrema destra».

In attesa del corteo di domenica, che si fermerà in piazza Martiri, i timori si concentrano sulla giornata di sabato, quando l’inaugurazione del circolo di CasaPound coinciderà con il primo appuntamento di un ciclo d’incontri immaginati da eQual per pensare alla città di oggi e di domani (alle 15.45 all’Hub Sant’Agnese). Coincidenza pura, non cercata né voluta, che tenderà un filo tra piazza Filippini e via Sant’Agnese. Così vicine, così lontane. Tema dell’incontro: “No che aiutano a crescere”. Quelli messi in fila dai comitati No inceneritore di Mantova, Aria Pulita G.A.E.T.A. di Schivenoglia, No Tav alto mantovano/ basso Garda, Ambiente e vita di Borgo Mantovano, No Ti-Bre. A declinare i rispettivi No ci saranno Gloria Costani (Isde-Medici per l’ambiente) e Augusto De Sanctis (attivista di Forum H20). 

IG.CIP

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi