Studenti stipati sugli autobus, i genitori s’appellano al sindaco

Malavasi incontra i vertici Apam: «La legge consente viaggiatori in piedi. Ma l’azienda mi ha assicurato che in settimana manderà ispettori a controllare» 

QUISTELLO. Siamo a novembre, ma il problema del trasporto scolastico non sembra ancora completamente risolto. Rispetto all’inizio dell’anno, l’Apam ha aggiunto dei mezzi, oppure ha inserito su alcune linee gli autobus doppi, ma su alcune tratte non sembrano ancora sufficienti. Tra queste c’è la linea 31b da Quistello a Ostiglia.

La linea si sdoppia in due percorsi: un mezzo serve Quistello-Quingentole-Pieve-Revere-Ostiglia, un altro parte da San Benedetto e dopo Quingentole entra a Schivenoglia. Ma il primo, peraltro uno snodato, all’andata, alle 6.50, è già pieno in piazza a Quistello. La maggiorparte dei ragazzi in piedi, molti stipati contro le porte e i finestrini, qualcuno che nemmeno riesce a salire. E la stessa cosa succede al ritorno. Qualcuno sale sul bus dell’altro tragitto, che comunque si riempie dei ragazzi degli altri paesi e parte ancora prima, altrimenti si rassegna a stare sempre in piedi.


A queste osservazioni Apam risponde: «Rispetto all’inizio dell’anno scolastico abbiamo introdotto sulla linea due mezzi snodati da 18 metri, sui due percorsi, sia all’andata che al ritorno. Se i ragazzi di Quistello non riescono a salire sul primo, dovrebbero utilizzare l’altro percorso. E’ già stato detto alle famiglie».

Ma stando a quanto sostengono ragazzi e genitori, spesso entrambi i pullman lunghi sono off-limits. Le stesse famiglie si sono anche rivolte al sindaco di Quistello Luca Malavasi per chiedere che interceda ancora con l’azienda di trasporti. E lui l’ha fatto. Ha incontrato il responsabile del movimento di Apam e ha avanzato alcune proposte.

«Da quanto mi è stato detto, l’Apam rispetta i limiti imposti per legge. Per esempio, un bus snodato ha 50 posti a sedere e può consentirne fino a 70 in piedi. La situazione di Quistello non sfora questi limiti - spiega Malavasi - Però i genitori giustamente si lamentano, pagano un abbonamento salato, oltre 600 euro l’anno, e i propri figli stanno sempre stipati in piedi. Tra l’altro senza garanzie di sicurezza. L’Apam mi ha assicurato che entro questa settimana avrebbe mandato degli ispettori per fare alcune verifiche. Io intanto ho avanzato alcune proposte: primo, ho chiesto che, se non si riesce ad aggiungere un altro mezzo, allora quello che inizia la corsa da Quistello alle 6.50 potrebbe partire più tardi, perché tanto si riempie già nel nostro comune. Secondo, mi sono permesso di proporre una generale riorganizzazione del trasporto nella nostra zona: in alcuni orari ci sono bus che viaggiano praticamente vuoti mentre negli orari degli studenti non sono sufficienti. Perché non pensare quindi a reinserire il servizio taxibus nelle fasce meno frequentate e spostare i mezzi più grandi nelle ore di maggior utilizzo?».

«Del resto - va avanti il sindaco Malavasi - mi sembra che i bilanci di Apam siano positivi, mi sembra quantomeno dignitoso che chi paga, almeno possa sedersi». —


 

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