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Idea della Federbocce: «Un nuovo sodalizio appoggiato da noi»

Il caso Bocciofila Mantovana. Il presidente Zanini: «Chiederò un incontro al sindaco. Già risolte al meglio situazioni simili a Cremona e Bergamo»

Leonardo Bottani
1 minuto di lettura

MANTOVA. La Federbocce scende in campo per salvare l’attività dell’impianto di viale Te. Dopo il trasloco forzato al Gap di Cerese dei ragazzi diversamente abili della Polisportiva Andes H, ultimo capitolo della triste recente storia del bocciodromo comunale, il presidente della Fib provinciale Ferruccio Zanini lancia la proposta per salvare la struttura: «Mi spiace molto che cessi l’attività della sola società bocciofila nel Comune di Mantova - attacca -. Per di più con due tribune su entrambi i lati dei campi. Un impianto unico per le nostre zone. Negli anni la cattiva gestione ha pagato male e tanti soci se ne sono andati. Sono rimasti pochissimi i tesserati. Erano rimasti solo i ragazzi disabili ma senza riscaldamento non potevano continuare».

Il rammarico aumenta al pensiero delle prestigiose manifestazioni nazionali e internazionali che si sono organizzate alla Sbm. Anche negli ultimi anni, per merito della federazione guidata da Zanini, la Bocciofila è stata teatro di eventi importati come i Campionati italiani femminili di due anni fa o i regionali maschili e quelli giovanili.

«Chiederò un incontro al sindaco Mattia Palazzi per vedere come intervenire» riprende deciso Zanini, confermando il dinamismo del dirigente giustamente insignito un anno fa della Stella di Bronzo al merito del Coni. «Si potrebbe fare intervenire direttamente la nostra federazione ma c’è tutto da rifare per ripartire al meglio». Due i nodi da sciogliere secondo il presidente: «Bocciodromo e bar vanno gestiti insieme. Poi si deve mettere mano all’impianto di riscaldamento perché la caldaia è vecchia e va ammodernato l’impianto di illuminazione con lampade a basso consumo». Interventi ai quali deve pensare l’ente proprietario, vale a dire il Comune.

«La prima cosa da fare è mettere in piedi una nuova società - argomenta Zanini - e poi stipulare un contratto tra la Federbocce e il Comune per l’affidamento della gestione dell’impianto. Un contratto di una certa durata, s’intende, per permettere alla Fib di ammortizzare le spese». Zanini porta l’esempio di Cremone e Bergamo, città nelle quali l’operazione è riuscita e gli impianti funzionano al meglio. Ma bisogna fare in fretta, sollecita Zanini, perché incombe il 2019, anno di Mantova Città europea dello sport. Il mondo delle bocce ha bisogno di un impianto aperto anche il prossimo anno: «In collaborazione con il Comune - conclude il presidente provinciale - stiamo allestendo una manifestazione giovanile il 30 agosto e una per i diversamente abili il 28 settembre». E chissà che poi, nel prossimo autunno, non possano tornare a giocare a bocce a Mantova anche i ragazzi dell’Andes H.


 

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