Tutti in coda per il piccolo Alex In un giorno 206 donazioni

Ragazzi e ragazze in fila per la tipizzazione: «Non stiamo solo seduti al bar»  Gli organizzatori: «In appena otto ore abbiamo raccolto le adesioni di due anni»

Una coda interminabile e 206 prelievi del sangue in una sola giornata. Con gente arrivata da tutta la provincia e da fuori. Tutti in piazza per salvare la vita al piccolo Alex, talmente tanti che gli organizzatori hanno dovuto fare rifornimento di provette al Carlo Poma per due volte. «In un solo giorno – sottolinea soddisfatto il presidente di Abeo, Vanni Corghi – abbiamo raccolto i donatori di due anni».

Altre trenta persone hanno lasciato il nominativo per un successivo prelievo in ospedale perché ad un certo punto della giornata erano finite provette e moduli. «Guarda che fila» esclama una signora passando da piazza Marconi. E in effetti, quel serpente fatto di tantissimi giovani formatosi a pochi passi dai bar Venezia e Italia, non passava inosservato.


Tutti in coda per un nuovo smartphone o per un capo d’abbigliamento all’ultimo grido scontato? Niente affatto. I mantovani si sono mobilitati per rispondere alla chiamata di Abeo Mantova e Admo regionale, in collaborazione con la Gazzetta di Mantova. L’obiettivo: trovare un potenziale donatore compatibile per Alex, il bimbo di un anno e mezzo affetto da una rara malattia genetica ricoverato in un ospedale londinese «e più in generale, per tutte le persone che hanno bisogno di un trapianto di midollo osseo» spiegano i responsabili di Abeo Mantova, Vanni Corghi, e di Admo Regionale, Davide Santini . Le possibilità di trovare un midollo compatibile: 1 su 100mila. Possono candidarsi persone sane con età compresa tra i 18 e 35 anni. Le tipizzazioni resteranno nelle banche dati fino al compimento dei 55 anni o fino alla donazione. Più persone sono iscritte al registro più le speranze di salvare una vita aumentano. E prima dell’ultimo step, i volontari hanno ricevuto tutte le informazioni necessarie nei gazebo allestiti dalle due associazioni, hanno compilato il modulo di iscrizione e hanno affrontato il colloquio con un medico. A dare il proprio contributo, giovani da tutta la provincia ma anche da altre città. «E’ da tanto tempo che volevo diventare un potenziale donatore – spiega mentre aspettava di salire sull’ambulanza per il prelievo del sangue Mattia Bolliri di Barbasso –. Ho sentito la storia di Alex in tivù. Sono qui per capire se possono fare qualcosa in più».

«Voglio fare una cosa buona – racconta Marika Sala di San Giorgio –. Ho sentito del piccolo Alex al telegiornale. E’ una storia che ti apre cuore e mente. Ti porta a guardare oltre al tuo orticello. Questa è una piccola cosa che però può aiutare delle persone. Se capitasse a me, vorrei che qualcuno mi aiutasse. Per questo oggi sono qui per Alex». «Ho appreso dai social network la vicenda di Alessandro. Sono già donatrice Avis, mi sembrava una buona cosa dare il mio contributo per trovare un midollo compatibile» commenta Boselli Annica di Mantova. «Voglio rendermi utile – confessa una ragazza di Roverbella –. E’ importante dedicarsi agli altri per quanto possiamo. Questa fila è la dimostrazione che noi giovani riusciamo a metterci a disposizione degli altri, non stiamo solo seduti nei bar».

Tra i giovanissimi, Leonardo Ferrarin di 18 anni di Castelbelforte. «Su Fb ho visto il primo appello per Alex, poi ho ascoltato altre notizie al telegiornale. Un dramma che ci ha fatto riflettere sull’importanza del dono». «Voglio fare una buona azione – spiega Heloisy Teixeira di 19 anni di Curtatone –. Ho saputo della giornata per Alex da un’amica. Lei ha 41 anni e non è però potuta venire». Non ha fermato poi un’oretta di auto Giulia Deguido di Parma: «Sono sana, mi sembra il minimo provare il test di idoneità. Sono venuta a Mantova proprio per questo». —

BARBARA RODELLA

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