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Mantova, «No a razzismo e fascismo»: in piazza niente Cisl e Chiesa

In corteo con Cgil e Uil ci saranno anche Anpi, Arci, Libera e altre associazioni. Soffiati: «Ci rivolgiamo a tutti quelli che sono indignati per l’arrivo di CasaPound»

Sandro Mortari
2 minuti di lettura

MANTOVA. Tutti in piazza, sabato 24 novembre, per protestare contro l’apertura della sede di CasaPound in città. «Mantova è antifascista e antirazzista» è il titolo della manifestazione organizzata da Anpi, Cgil, Uil, Arci, Libera, Arci Gay, Mantova per la pace, Comitato mai più fascismi e movimento federalista. Il corteo partirà alle 15 (concentramento alle 14.30) da piazzale Gramsci per piazza Martiri.

«Ci rivolgiamo a tutti coloro che sono indignati di fronte all’intolleranza che sta montando nel paese e all’arrivo a Mantova di un’associazione che si richiama al fascismo» dice il segretario provinciale della Cgil, Daniele Soffiati, nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa.

«Noi difendiamo i nostri valori, diversi da quelli di CasaPound, e chiamiamo tutti in piazza, dai cittadini alle istituzioni alle altre associazioni. Stiamo lavorando per avere la più ampia partecipazione possibile, almeno mille persone» scandisce Soffiati.

La manifestazione, però, nasce senza l’adesione della Cisl e del mondo cattolico, un’assenza già notata nel corteo di domenica scorsa di LaBoje e eQual: «Ci spiace che non ci siano e speriamo che cambino idea. La nostra porta è sempre aperta» dice Soffiati. Che precisa: «Il nostro corteo non è certo in contrapposizione all’altro».

«Non condividiamo questa forma di protesta - dice Dino Perboni, segretario della Cisl asse del Po - noi vogliamo parlare con la gente, non manifestare contro, e costruire percorsi di condivisione. Non condividiamo i valori di CasaPound,se ha aperto una sede a Mantova per noi il problema è culturale e per questo chiedevamo più tempo per coinvolgere l’intera società civile in assemblee pubbliche».

«Come diocesi abbiamo scelto di lavorare seriamente sul versante educativo con le persone che incontriamo nelle chiese e negli oratori - fa eco il portavoce don Giampaolo Ferri - Per questo non prendiamo parte a manifestazioni di piazza».

In prima fila, sabato 24, ci sarà L’Anpi: «Aprire una sede di CasaPound è cosa legittima - sottolinea il presidente provinciale Luigi Benevelli - ma è una provocazione. Per questo invitiamo la popolazione a fare attenzione e a vigilare. La manifestazione del 24 - promette - non sarà l’ultima». In campo anche l’Arci: «La gente non deve avere paura - dice il presidente Mirko Dei Cas - il parlamento italiano deve mettere fuori legge CasaPound come ha indicato quello europeo».

Per Paolo Soncini, numero uno della Uil, «diamo l’opportunità a chi non è indifferente di scendere in piazza. Invito le altre associazioni ad esserci». Claudio Morselli di Mantova per la pace: «È importante dare continuità alla manifestazione di domenica. CasaPound si richiama al fascismo, è responsabile di atti violenti e lancia messaggi che incitano all’odio: non può restare impunita». In piazza anche il movimento federalista «in nome del manifesto di Ventotene - ricorda Giuliano Cantoni - contro i populismi e i nazionalismi», e l’Arcigay Salamandra «per ribadire il nostro antifascismo» garantisce Alessandra Galafassi.

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