Bocciati dalle Belle Arti i tavolini del bar Sociale: «Ostruiscono la vista»

Non piace alla Sovrintendenza il posizionamento degli arredi davanti al teatro. Il titolare Gialdi: «Il plateatico è lì da sempre, punto di forza del locale» 

MANTOVA. Se gli avessero bocciato gli arredi, avrebbe di certo mugugnato un po’ ma nulla di più: «Insomma...li avrei cambiati e basta». D’altronde era già accaduto dieci anni fa a una precedente gestione: dovette “spegnere” i colori troppo accesi di tavoli e poltroncine. Ma stavolta in discussione c’è molto di più: c’è l’esistenza stessa del plateatico davanti al caffè Sociale. E stavolta a farne le spese rischia di essere colui che da appena due mesi ha resuscitato lo storico bar di piazza Cavallotti:Marco Gialdi.

Porta la data del 13 novembre, la lettera con cui la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio ha rigettato la richiesta di autorizzazione per l’installazione di tavoli, sedie, ombrelloni e fioriere nello spazio antistante il caffè Sociale. «Il posizionamento di elementi di arredo proposto determina - si legge nelle motivazioni che seguono alla bocciatura - una significativa ostruzione visiva nei confronti del prospetto in oggetto, ovvero si impedisce la percezione unitaria dell’architettura neoclassica del teatro Sociale». Nel riconoscere che non vi è alcun «intervento diretto sul bene culturale in oggetto», la soprintendenza ritiene che sia proprio il posizionamento di tavoli, sedie e ombrelloni a risultare «in contrasto rispetto alle caratteristiche dell’architettura e al suo specifico interesse storico-artistico, ovvero costituisca un intervento capace di danneggiare il bene, in contrasto con le specifiche misure di protezione previste dall’articolo 20 del Codice (ndr. dei beni culturali e del paesaggio)».


Sembra di capire dunque che il problema sia il “dove” non tanto il “come”: Gialdi con il rappresentante di Segafredo, titolare del contratto d’affitto con il condominio Teatro Sociale, ha subito chiesto un incontro e contattato il Comune a cui la comunicazione è stata inoltrata per conoscenza. «Il Comune non ha competenza in materia - spiega Gialdi -: da prassi lo sportello unico mi ha rilasciato un permesso temporaneo di tre mesi per il plateatico in attesa che la soprintendenza si esprimesse. Ma io confido comunque in un intervento importante da parte dell’amministrazione per mantenere la situazione storica. Il plateatico davanti al caffè Sociale c’era già nell’800, c’è sempre stato, fa parte della storia di questa città».

E in passato tutte le gestioni che si sono affacciate con alterne fortune su piazza Cavallotti non hanno mai rinunciato alla distesa di tavolini, tendoni o ombrelloni per ospitare la clientela durante la bella stagione: «Per questo locale - taglia corto Gialdi - il plateatico è un punto di forza irrinunciabile, ne va la buona riuscita stessa dell’investimento».

 

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