Ricorso per i lavori al ponte, la riapertura si allontana

Una ditta concorrente nella gara si rivolge al Tar per l’aggiudicazione dell’appalto. Gli interventi di ripristino del manufatto ammalorato rinviati di alcuni mesi

CASALMAGGIORE. C’è un ricorso, nell’iter di aggiudicazione dei lavori di riqualificazione del ponte Casalmaggiore-Colorno. Si è avverato quello che l’intero territorio Oglio-Po si augurava non accadesse: una delle ditte concorrenti alla gara si è rivolta al Tribunale amministrativo regionale di Parma, chiedendo la sospensione e il successivo annullamento dell'iter. E’ suo diritto, naturalmente; ma le conseguenze sono pesanti per aziende, lavoratori e cittadini: l’inizio dei lavori – che nella più ottimistica delle previsioni sarebbe stato nel giro di un paio di settimane – potrebbe a questo punto slittare di diversi mesi.

A dare notizia degli ultimi sviluppi è il servizio Viabilità della Provincia di Parma (ente appaltante): «E’ stato presentato un ricorso, contro l’assegnazione dei lavori per il ponte sul Po di Colorno–Casalmaggiore. In base alla normativa, è diritto di tutte le ditte concorrenti opporre ricorso alla decisione dell’amministrazione».


Questa, come si ricorderà, aveva provvisoriamente affidato l’esecuzione del cantiere al raggruppamento temporaneo formato dalle imprese Micheli e Coimpa. «I lavori della commissione di gara – riassume la Provincia - si sono conclusi il 15 ottobre scorso, con l’invio delle comunicazioni Pec alle ditte che avevano partecipato alla gara. Da quella data sono decorsi i trenta giorni naturali e consecutivi entro cui le ditte concorrenti potevano ricorrere contro le decisioni della commissione stessa».

Il termine per la presentazione dei ricorsi scadeva quindi ieri, mercoledì 14 novembre: data entro cui almeno una delle imprese interessate (alla gara si erano presentati cinque raggruppamenti; ndr) ha ritenuto opportuno sindacare sulla regolarità dell’iter e dei passaggi burocratici svolti. Poiché, per la notifica del ricorso, fa fede il timbro postale, non è nemmeno da escludere che, nei prossimi giorni, possano arrivare per posta a Parma altri ricorsi. «La ditta ricorrente – nota la Provincia - chiede al Tar l’annullamento degli atti della gara, previa loro sospensione cautelare. La commissione è convinta delle proprie decisioni e del lavoro svolto, per cui l’ente pubblico si opporrà alla richiesta. Il ricorso potrebbe tuttavia allungare i tempi per i lavori del ponte: dipenderà dal pronunciamento del Tar».

Essendo in ballo la viabilità, la vivibilità e l’economia di un intero territorio, l’auspicio è che il Tribunale si pronunci nel minor tempo possibile. «Ci auguravamo – commenta Gabriele Annoni, dirigente del servizio Viabilità e presidente della commissione giudicatrice dell’appalto – che non vi fossero ricorsi, in considerazione dei forti disagi che stanno subendo le popolazioni rivierasche. Stante però l’attuale Codice degli appalti, i ricorsi in procedimenti di appalto di queste dimensioni sono purtroppo frequenti». Quale scenario si profila ora? I tempi della giustizia amministrativa non sono facilmente preventivabili: qualora il ricorso venga respinto, tutto potrebbe chiudersi nel giro di poche settimane (forse mesi), salvo appelli al Consiglio di Stato che comporterebbero ulteriori dilazioni; ma se il ricorso dovesse essere accolto, la gara d’appalto dovrebbe essere rifatta. Dalla pubblicazione del nuovo bando all’aggiudicazione definitiva dei lavori, potrebbero poi trascorrere altri tre mesi circa.

 

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