Aster ridimensiona il suo bike sharing: via 6 delle 8 postazioni

Le bici a noleggio restano solo in stazione e a Campo canoa.  Il presidente Chiodarelli: il Comune decida cosa vuole fare



MANTOVA. Il bike sharing di Aster subirà un ridimensionamento. Il successo che sta avendo la «flotta libera» di Mobike impone al Comune e alla sua società in house un ripensamento del servizio delle biciclette a noleggio avviato a Mantova a metà 2015 con una sessantina di mezzi a due ruote. Intanto, a farne le spese è quello arrivato per primo sul mercato grazie ad Aster.


«Stiamo chiudendo alcune delle postazioni che risultano meno utilizzate - dice Michele Chiodarelli, presidente di Aster -. Manterremo di certo quelle che hanno avuto un maggiore afflusso di turisti e cioè quelle della stazione ferroviaria, in piazza don Leoni, e del Campo canoa, all’interno del parcheggio. Il tutto, in attesa che il Comune valuti quale servizio tenere, se il nostro o quello di Mobike per non creare doppioni».

Attualmente le postazioni di bike sharing disseminate in città sono otto. Oltre alle due già citate ci sono quelle di piazzale di Porta Cerese, via Castiglioni, piazza Anconetta, corso Umberto I, di fianco al Teatro Sociale, piazza Vittorio Veneto, tra Palazzo Te e il museo della città di Palazzo San Sebastiano e viale Mincio, vicino al castello.

I tecnici di Aster hanno già cominciato a togliere le bici dalle postazioni che saranno dismesse e a stendere il nastro bianco e rosso intorno alle colonnine per segnalarne il fuori uso. Alcune di loro sono state tolte per far posto ai lavori stradali sulle reti, con l’impegno però di rimetterle anche se più spostate. «Stiamo valutando il da farsi - afferma l’assessore alla Polizia locale Iacopo Rebecchi - ma fin da ora si può concludere che il futuro è del servizio free floating, a flotta libera, con le bici che si prendono e si lasciano dove si vuole. È anche una questione psicologica oltre che tecnica: a volte capita che il sistema di sgancio non funzioni, ma il solo pensiero di doverle sganciare a volte frena il loro utilizzo». Mobike ha superato questo impasse: gli utenti prendono le bici e alla fine non devono riporle nelle apposite stazioni a rastrelliera come succede con il tradizionale bike sharing. «Per ora - aggiunge Rebecchi - toglieremo definitivamente tre postazioni: porta Cerese, via Castiglioni e Anconetta, il cui utilizzo è quasi zero. Per le altre cinque valuteremo il da farsi». Il primo servizio di bici a noleggio comparso in città era nato per consentire ai cittadini, ai lavoratori pendolari e ai turisti di effettuare brevi spostamenti nel centro evitando il ricorso alle auto e, quindi, riducendo traffico e inquinamento. Il servizio offerto dal pubblico non è, però, mai decollato e quando a Mantova sono sbarcati i cinesi di Mobike è entrato in crisi. —
 

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