Troppo fango in golena: lavori ancora fermi a San Benedetto Po

Il cantiere non è sicuro. Il nuovo stop destinato a protrarsi per qualche giorno. Il sindaco: «Palazzo di Bagno ci convochi»

SAN BENEDETTO PO. In principio era la mancanza di liquidità dell’azienda. Poi ci si è messa la piena del Po. Adesso a fermare i lavori è il troppo fango accumulato in golena. Il cantiere del nuovo ponte di San Benedetto Po è rimasto chiuso anche il 19 novembre e probabilmente lo sarà ancora per qualche giorno. La Provincia non dà spiegazioni, ma fonti vicine all’azienda, la Toto costruzioni, fanno sapere che in golena c’è molto fango e che l’acqua è ancora troppo alta per poter lavorare in sicurezza. Occorre attendere, quindi, ancora qualche giorno. Preoccupato per il ritardo accumulato il sindaco di San Benedetto Po Roberto Lasagna, che ora aspetta un cenno dalla Provincia: «Visto che ormai il cronoprogramma presentato a febbraio dello scorso anno è stato disatteso, aspettiamo la convocazione per una riunione di aggiornamento».

Secondo il Comune, la ditta che aveva in subappalto il posizionamento delle pile, se ne sarebbe andata la settimana scorsa portandosi via le attrezzature, tra cui la trivella per gli scavi. «Forse torneranno quando le condizioni del Po saranno migliori (il 19 era a 1,91 metri, ndr), ma comunque credo che in questo cantiere di interventi da fare ce ne siano molti altri. Non ci sono soltanto le pile nell’alveo».


L’azienda ora non ha più nemmeno l’alibi della mancanza di liquidità: con il decreto Genova i soldi sono stati stanziati e saranno disponibili a breve. Come chiarisce il Ministero delle infrastrutture in una lettera inviata ieri alla Provincia, si tratta di fondi destinati alla manutenzione di opere tra Lazio e Abruzzo e nulla era dovuto dal Mit alla Toto per il ponte mantovano. «Ma con quei soldi - ipotizza il consigliere regionale Andrea Fiasconaro, che sta seguendo da vicino gli sviluppi della vicenda - molto probabilmente potrà chiedere aperture di credito alle banche».
 

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