Il caso tavolini del Sociale verso una soluzione: ritiro dello stop in vista

In Soprintendenza l’incontro con il gestore del caffè Gialdi: chieste piccole modifiche alla dislocazione degli arredi davanti alla facciata del teatro

MANTOVA. Il caso “plateatico del caffè Sociale” si avvia verso una soluzione. Ieri mattina il gestore Marco Gialdi ha incontrato i funzionari della Soprintendenza per capire i motivi all’origine dell’autorizzazione negata al posizionamento di tavolini, ombrelloni e fioriere. Incontro chiesto dallo stesso Gialdi dopo aver ricevuto la lettera con cui la Soprintendenza aveva comunicato che la richiesta di autorizzazione per il plateatico del caffè Sociale era «non accoglibile» perché «il posizionamento di elementi di arredo proposto determina - si leggeva - una significativa ostruzione visiva nei confronti del prospetto in oggetto, ovvero impedisce la percezione unitaria dell’architettura neoclassica del Teatro Sociale».

Una bocciatura che aveva scatenato un’alzata di scudi in città e la presa di posizione del sindaco Mattia Palazzi e delle associazioni del commercio a difesa di un plateatico che accompagna la storia della città e di cui si hanno testimonianze già a fine ’800.


In base a quanto emerso, durante l’incontro di ieri, svoltosi negli uffici della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio, sono state chieste alcune piccole variazioni alla dislocazione degli arredi esterni che dovrebbero portare a una soluzione del caso. Gialdi, che dovrà ora presentare un nuovo progetto con le modifiche suggerite, si è dal canto suo detto disponibile a rimuovere tavolini e ombrelloni durante i mesi di dicembre, gennaio e febbraio.

Ridimensionando il tutto in un «preavviso», era stato lo stesso soprintendente Gabriele Barucca a dirsi disponibile a valutare un nuovo progetto per la dislocazione degli arredi, le cui fattezze così come i colori non erano state messe in discussione: «Se la proposta sarà migliorativa, il nostro parere sarà favorevole». —


 

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