Mantova, dà fuoco alla casa: uccide il figlio di 11 anni

Il bimbo intrappolato nella sua camera trovato dai soccorritori in arresto cardiaco. Il padre, Gianfranco Zani, 53 anni, preso mentre era in fuga in auto. E' stato arrestato

SABBIONETA.È rimasto intrappolato nella sua cameretta tra le fiamme, nell’incendio appiccato dal padre, che poi è fuggito.
Un bambino di 11 anni, Marco Zani, è morto giovedì 22 novembre a Ponteterra, frazione di Sabbioneta, nella casa di via Tasso 2 dove viveva con la madre e due fratelli. Il padre aveva il divieto del giudice di avvicinarsi all’abitazione della famiglia, dopo diversi aggressioni violente nei confronti della moglie e dei ragazzini.
Poco prima delle 17, la tragedia. Gianfranco Zani, 53 anni, pittore e tinteggiatore, ha appiccato l’incendio all’interno della casa.

La moglie, Silvinka, era uscita per accompagnare il figlio maggiore, Alex, che ha 17 anni, all’oratorio, lasciando a casa gli altri due, Marco e il piccolo Fabio, di 4 anni.
È stata lei a dare l’allarme: rientrando a casa, ha visto il fumo e il marito che stava fuggendo a bordo del furgone che utilizza per il suo lavoro. L’uomo ha cercato di speronarla e poi ha schiacciato il piede sull’acceleratore.
La donna, in preda al panico, ha subito dato l’allarme ed è riuscita a portare in salvo Fabio, che era al piano inferiore. In pochi minuti sono arrivati i vigili del fuoco e a ruota carabinieri e ambulanze. Il piccolo stava bene, ma Marco, nella sua cameretta, era privo di sensi.
Secondo i primi accertamenti dei vigili del fuoco il bambino stava dormendo ma si è svegliato per il fumo. È rimasto intrappolato perché la porta della camera si era bloccata e lui avrebbe cercato di respirare attraverso gli scuri della finestra. Un tentativo disperato che non gli ha salvato la vita. I sanitari l’hanno trovato già in arresto cardiaco. Hanno tentato l’impossibile per rianimarlo. Sono rimasti per più di un’ora all’interno dell’ambulanza in via Tasso, ma purtroppo hanno dovuto arrendersi. Per il piccolo Marco non c’era più nulla da fare.
La caccia all’uomo è scattata immediatamente in tutta la zona, con il massimo allarme per tutte le forze dell’ordine. La fuga di Zani è durata poco.
È stato intercettato alle sei del pomeriggio dagli agenti della polizia stradale di Casalmaggiore in un bar alle porte del paese.
Lo hanno riconosciuto immediatamente, anche per i suoi trascorsi violenti: è stato portato in ufficio e interrogato. L’uomo ha giurato che non sapeva della presenza dei bambini in casa. Avrebbe appiccato l’incendio, questa la sua tesi, ai vestiti in un armadio nella camera da letto matrimoniale, al secondo piano. Forse già oggi le accuse nei suoi confronti saranno formalizzate.
La famiglia era seguita dai servizi sociali. Proprio a causa delle continue aggressioni di Zani, la donna e i figli erano stati mandati per qualche tempo in una casa protetta dove lui non potesse rintracciarli.
Erano rientrati a Ponteterra soltanto da due giorni, dopo il provvedimento del tribunale che impediva all’uomo di avvicinarsi a meno di 100 metri dalla casa.

L'uomo è stato posto in stato di fermo da parte dei Carabinieri di Mantova e della Polizia Stradale di Casalmaggiore per i reati di omicidio aggravato dal fatto di averlo commesso nei confronti di discendente, e incendio. L'uomo ora è in carcere a disposizione dell'autorità giudiziaria di Cremona per la convalida del provvedimento di restrizione della libertà personale e di Mantova per il prosieguo delle investigazioni su Sabbioneta. Al momento non è stata fissata la data della autopsia sul corpo del bimbo.

 
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