Il tempo è ormai scaduto: il Comune chiede lo stop all’impianto di biometano

Pressing sulla Provincia. Le autorizzazioni per la centrale di Revere prevedevano l’avvio  dei lavori entro novembre. Ma il cantiere è in abbandono

BORGO MANTOVANO. L’amministrazione di Borgo Mantovano ha chiesto lo stop per l’impianto a biometano che dovrebbe nascere a Revere. La compagine guidata da Alberto Borsari, apertamente contraria alla realizzazione della centrale, ha chiesto alla Provincia di revocare le autorizzazioni che prevedevano l’inizio dei lavori entro questo mese.  Le autorizzazioni rilasciate alla ditta per costruire la centrale di produzione di biometano erano state rilasciate nel novembre 2017 e imponevano di iniziare la costruzione dell’impianto entro un anno dal rilascio. Termine che è scaduto già da alcuni giorni.

Alla fine della primavera sul luogo erano stati eseguiti alcuni interventi di sbancamento e livellamento del terreno, e in quei giorni sembrava che l’inizio dei lavori fosse imminente.


Ma non è andata così. Nei giorni scorsi l’amministrazione ha mandato i vigili a svolgere un sopralluogo e il cantiere risulta abbandonato. Non ci sono macchine né uomini al lavoro e sul terreno spianato crescono le erbacce, sebbene l’area sia stata recintata. È stata rilevata, inoltre, la presenza di pozzanghere d’acqua non piovana. Si tratta di acqua che sgorga dal terreno, infatti siamo molto vicini al Po e la comparsa delle pozze sorgive coincide con l’innalzamento del livello del fiume.

L’amministrazione di Borgo Mantovano ha quindi rilevato un’inadempienza della ditta rispetto alle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni e ha chiesto alla Provincia di revocare i permessi rilasciati.

«Abbiamo invitato la Provincia a trarre le necessarie conclusioni – spiega Borsari – le prescrizioni non sono state rispettate, i tempi nemmeno e quindi le autorizzazioni sono da considerarsi decadute. Non siamo favorevoli a questi impianti che non portano benefici alla comunità, né in termini di ritorni economici né in termini di occupazione».
Il consorzio Oltrepò ha organizzato una serata informativa per i cittadini a Revere sul biometano. Nel Basso mantovano, oltre a quella di Revere, sono in fase di autorizzazione altre due centrali: Magnacavallo e Sustinente.

Il consorzio ha ribadito la propria posizione di contrarietà a questi impianti realizzati da privati, mentre si è detto favorevole a quello di Pieve di Coriano, che è gestito da Tea e che rispetta tutte le caratteristiche tecniche e lavora i rifiuti locali. A far propendere per un giudizio negativo per le altre tre centrali è il fatto che tratterebbero rifiuti provenienti da lontano e ci sarebbe un aumento del traffico sulle strade che sono già in condizioni precarie. —

Giorgio Pinotti

 

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