Corse tagliate e viaggi in bus, pendolari e Trenord distanti

Il rappresentante dei viaggiatori: si rimettano almeno le fermate nei paesi. L’azienda mantiene la sua posizione: così meno treni vecchi e soppressioni

MANTOVA. La sostituzione dei treni con autobus sulla Milano-Cremona-Mantova nelle ore a bassa frequentazione diventerà definitiva? Ad attendere con trepidazione una risposta i pendolari della martoriata linea ferroviaria. L’incontro tenutosi ieri a Milano alla presenza dell’assessore regionale alle infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile Claudia Maria Terzi, dei vertici di Trenord, di Utp e In Orario, non ha partorito una risposta definitiva.

Da una parte i timori dei pendolari, che temono un progressivo trasferimento da rotaia ad asfalto. Dall’altra Trenord, che ha invitato i comitati e i viaggiatori a monitorare le novità e a portare suggerimenti nei prossimi incontri. Quel che è certo è che stravolgimenti nei prossimi mesi paiono difficili, visto quanto già dichiarato in passato dai vertici di Trenord sullo stato della rete e della flotta.


Nell’incontro sono stati toccati molti temi. Tra le richieste avanzate da Andrea Bertolini, responsabile Utp area sud Lombardia, quella di aggiungere le fermate di Castellucchio, Marcaria e Bozzolo alle corse delle 12.20 e delle 20.20 provenienti da Milano e a quella delle 20.50 in partenza da Mantova. Corse preziose per i pendolari, in particolare quelle delle ore serali. Richiesta che l’assessore Terzi ha promesso di esaminare, con Trenord che si è detta possibilista sulla modifica. Non dal 9 dicembre, però, ma dal prossimo anno, quando si apriranno le finestre per le modifiche agli orari.

Un’altra domanda dei comitati era incentrata sul peggioramento del servizio osservato in particolare dal 20 ottobre. Il tutto sarebbe dovuto a un diffuso fenomeno di sfaccettature delle ruote ferroviarie causate dalla presenza di foglie sui binari. L’assenza di attrito tra binari e ruota porta ad un’abrasione di quest’ultima. La conseguenza è che le ruote devono essere ritorniate nei depositi e di conseguenza alcuni convogli sono stati tolti dalla flotta per le manutenzioni necessarie. Questo fenomeno, secondo Trenord, si sarebbe verificato in maniera più massiccia quest’anno per il forte vento registrato nel mese di ottobre.

Il piano presentato prevede la sostituzione con bus di 11 corse regionali sulla tratta Cremona-Codogno, la sostituzione parziale con bus di 18 corse della Cremona-Piadena-Mantova e l’assegnazione di fermate aggiuntive (Castellucchio, Marcaria e Bozzolo) ai treni regionali Milano-Mantova, nella tratta Piadena-Mantova, in corrispondenza dei treni soppressi.

«Novità poco positive – spiega Bertolini – Tagliando sul trasporto sul ferro e accentuando quello su gomma si aumentano inquinamento e traffico sulle strade. Ai viaggiatori non sono stati dati tempi certi per la risoluzione dei problemi. In più, non è dato sapere quante persone saranno lasciate a casa e quante assunte».

Di parere opposto Trenord, che in un comunicato parla di «piano che diminuirà le soppressioni e ridurrà l’utilizzo dei convogli più vecchi, in attesa dell’immissione in servizio della nuova flotta a partire dal 2020. La sostituzione con bus riguarda corse nelle ore a bassa frequentazione che trasportano un totale equivalente a meno dell’1% dei viaggiatori lombardi».
 

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