La truffa: sedicimila euro per un lavoro fantasma

Due giovani immigrati marocchini pagano per essere assunti: ma è un raggiro

ASOLA. Erano tutti e due senza lavoro, e soprattutto senza permesso di soggiorno. Un’occupazione avrebbe voluto dire per loro una vita nuova, potersi guadagnare i soldi per vivere e il biglietto d’uscita dalla clandestinità. Così due giovani immigrati marocchini hanno abboccato alla rete del presunto truffatore. La proposta era costosa ma invitante. «Conosco un imprenditore edile, anche lui marocchino – si sarebbe sentiti dire i due, stando alle accuse della procura di via Poma – vi assume e intanto parte l’iter per il permesso di soggiorno attraverso la dichiarazione di emersione dal lavoro irregolare».

Bastava pagare. Con 8mila euro a testa avrebbero finalmente smesso di lavorare in nero e di vivere da invisibili in Italia. Ci hanno creduto. Ma la persona che ha intascato i 16mila euro, o almeno una parte – sempre secondo la Procura – non ha mai presentato la domanda di emersione promessa, né fatto alcunché per onorare il patto stretto con i due immigrati. Così Cosimo Silenzio, 66 anni, è finito a processo per truffa. A difenderlo è l’avvocato Luigi Medola.  Questa mattina in aula le due vittime, che nell’aprile del 2014 avevano denunciato ai carabinieri la presunta frode, non si sono presentate. Da quanto appreso dai carabinieri, non sarebbero reperibili. Unica indicazione fornita ieri mattina da un maresciallo, chiamato a deporre come teste davanti al giudice, è che uno dei due immigrati di recente è stato fermato per un controllo a Napoli.

La vicenda rievocata ieri mattina in un’aula di tribunale risale al 16 aprile 2014. Secondo la querela, Cosimo Silenzio avrebbe giustificato la richiesta di denaro, versato in tre rate tramite Western Union, con la necessità di pagare le pratiche di regolarizzazione. 

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