«Sì alla Grande Mantova ma con un altro percorso: i Comuni vanno rispettati»

Il sindaco Palazzi critica il progetto dei referendari: fa acqua da tutte le parti. Chiederemo alla Regione  di investire in infrastrutture

MANTOVA. «Sono sempre stato favorevole alla Grande Mantova e continuo ad esserlo. Non ho cambiato idea, nonostante avessi proposto un percorso diverso finalizzato ad arrivare al referendum coinvolgendo i consigli comunali di tutti i Comuni».

Il sindaco di Mantova Mattia Palazzi fa sentire la sua voce prima che l’aula si pronunci sulla fusione tra i cinque Comuni come chiesto dalla Regione nell’avviare l’iter che li porterà al referendum. «Il rischio - dice - è che se viene considerata dagli altri Comuni una annessione e un vantaggio solo per il capoluogo, si otterrà l’effetto opposto e sarà difficile trovare il voto favorevole dei residenti degli altri Comuni, visto, ad esempio, che la pressione fiscale tra i Comuni è diversa. Per questo temo sia un boomerang essersi mossi così».

Il primo cittadino mette a fuoco «i punti di sostanza, che non sono minimamente compresi nella proposta dei referendari e che sono invece il vero interesse di tutti i cittadini dei Comuni: gli investimenti che servono per rendere un’area omogenea e un unico Comune gli attuali cinque. Perché dire che serve la Grande Mantova per avere 2 milioni in più all’anno per alcuni anni, in virtù della fusione, è del tutto risibile e solo chi non sa nulla di come funziona un Comune può ritenerlo un motivo valido e sufficiente».

Quei 2 milioni «non basterebbero nemmeno per riorganizzare la macchina amministrativa e i servizi, per l’adeguamento fiscale. Andrebbero istituite delle circoscrizioni che non sarebbero a costo zero, perché non si può pensare di umiliare gli altri Comuni». Anche il progetto allegato alla proposta di legge «fa acqua da tutte le parti».

E annuncia: «Nei prossimi giorni riuniremo la maggioranza per valutare nostre proposte nel merito chiedendo alla Regione investimenti certi per la crescita e la modernizzazione infrastrutturale del territorio, dal sistema tangenziale, ai treni, al porto di Valdaro, al trasporto pubblico, agli incentivi per l’area industriale. La sfida vera è questa». —
 

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