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Porto Mantovano: Massimo Salvarani ci riprova. Ora programma e nuova lista

Il sindaco eletto nel 2014 sarà sostenuto dal Pd per proseguire l’esperienza. Il segretario Scirpoli: «Pronti ad aprirci alle forze civiche ed alle associazioni»

Francesco Romani
1 minuto di lettura


PORTO MANTOVANO. Il sindaco Massimo Salvarani ci riprova. Sciolte le riserve degli ultimi mesi, ha deciso di mettersi a disposizione per un ulteriore mandato. Il Pd, partito al quale è iscritto, ha convocato per sabato una conferenza stampa nella quale saranno illustrati i dettagli della scelta. Ma già sin d’ora si possono anticipare due linee direttrici.

Innanzitutto la scelta è stata fortemente sostenuta dalle componenti dell’attuale maggioranza, che si presenterà compatta al prossimo turno elettorale. In secondo luogo, l’anticipo con il quale viene resa nota la decisione della ricandidatura (si voterà presumibilmente a maggio), indica che il progetto politico ripartirà probabilmente dalla base, con il confronto con associazioni e civici del territorio, in modo da costruire un programma condiviso, percorso che richiede più tempo di quello dove le scelte sono calate dall'alto.

Salvarani, 63 anni, nato a Castelletto Borgo (Roncoferraro) risiede a Porto Mantovano con il figlio e la compagna. Laureato in giurisprudenza a Parma, ha iniziato a lavorare alla Lega delle Cooperative e dal 1985 è stato direttore della Confederazione nazionale dell'artigianato e delle piccole e medie imprese di Mantova. Nel 2014 è stato eletto al ballottaggio (si vota con il doppio turno essendo Comune sopra i 15mila abitanti) con 3.198 voti (il 65,29%) contro la sfidante Lucia Pasotti (Vivere Porto). Al primo turno aveva raccolto il 36,4% con le liste Pd e Sel che sono entrati in consiglio rispettivamente con 9 e 1 consigliere.

«A Porto serve un sindaco a tempo pieno - esordisce Pasqualino Scirpoli, neo segretario del Pd di Porto, sezione rinnovata con l’ingresso di numerosi giovani- Salvarani ha ben gestito l’amministrazione ed ora vogliamo ripartire appoggiandoci alla sua esperienza ed aprendoci alle associazioni del territorio, alle eventuali forze civiche in modo da costruire un percorso comune». Punto di partenza sarà il confronto sulle cose da fare per giungere all’elaborazione di un “contratto di programma” condiviso. «Il confronto sarà sempre aperto e non pregiudiziale con le forze progressiste e che condividono con noi i temi di fondo», conclude Scirpoli.

Sul fronte dell’attuale opposizione, sarà da capire il ruolo di Lega e 5Stelle, alleati al governo, ma sinora divisi nelle amministrazioni locali. Teoricamente una loro alleanza, sfruttando il favorevole turno elettorale delle Europee, potrebbe sbaragliare facilmente gli avversari, se in presenza di un candidato credibile.

Interessante sarà seguire il destino delle civiche “Vivere Porto” e “Voi per Porto” che nell’ultimo scorcio del mandato Salvarani sembrano più vicine sui temi concreti. Per loro potrebbe prospettarsi una fusione che sulla carta dispone di un terzo dell’elettorato (36,65% nel 2014).

Il 20% circa era invece appannaggio di Forza Italia e Formazioni civiche che, al momento, risultano “disponibili”. Ultima incognita, l’astensionismo. Al ballottaggio 2014 si recò alle urne solamente il 38,79% degli elettori.


 

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