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A Curtatone tagliatelle al ragù e poesia per sconfiggere la solitudine

Sorrisi e chiacchiere al pranzo per gli anziani organizzato da Comune e Acli Licia e Bruno, di Buscoldo, sposati da 56 anni. «Versate troppe lacrime»

CURTATONE. Si sono innamorati da ragazzi, vicini di casa che si spiavano dalla finestra. Era il 1962, Buscoldo era come una grande famiglia dove tutti si conoscevano e si facevano gli affari di tutti, e si sono sposati. Sono ancora insieme, 56 anni dopo, e lui tutte le notti si sveglia «mille volte» per rispondere alle richieste di aiuto della moglie. «Sono sorda quasi del tutto, e senza apparecchio è il silenzio totale. Sono state le otiti che mi sono venute in vent’anni di lacrime per un figlio che ci ha fatto disperare».

Licia Manara e Bruno Biolchi ne hanno avuti tre, di figli, e oggi contano 14 tra nipoti e bisnipoti. «Ne abbiamo passate tante, problemi di soldi, ho fatto il bergamino, il manovale, e le consegne dell’acqua per Artoni. E problemi in famiglia: di salute e di dolore. Ma siamo ancora qui. Un po’ stufi, ma insieme. Non so cosa sarebbe stata la mia vita senza di lei». E oggi sono qui, al pranzo dell’amicizia alla Cava Boschetto, seduti vicini, a borbottare e sorridere, lui che le versa il lambrusco e lei che gli spelucca il maglione. Sono più di venti, nonostante la giornata con una luce siberiana, ad aver accettato l’invito dei volontari delle associazioni e del Comune.

Lasciati a casa pigrizia e freddo, sono saliti sui pulmini e le auto che negli altri giorni li accompagnano in farmacia, dal medico o a fare riabilitazione, per sedersi a tavola a mangiare le tagliatelle al ragù con la sfoglia tirata a mano, il vitello tonnato e la verdura «che fa bene». Fa bene invece al cuore vederli ridere, prendersi in giro, concedersi un bicchiere in più. Capire che oggi non si sentono soli.

«Alcuni di loro vivono nel condominio del Comune in piccoli appartamenti dove hanno assistenza e supporto - spiega l’assessore ai servizi sociali Angela Giovannini - Ci occupiamo di persone sole e anziani in difficoltà, sparse in nove frazioni su un territorio di 85 chilometri quadrati. Impossibile che tutti si conoscano, anche se sono della stessa fascia d’età, e abbiamo pensato di organizzare questo pranzo per far nascere delle amicizie, sperando che diventi una tradizione. Questi anziani hanno bisogno di calore e di compagnia, oltre che dei servizi essenziali».

Che impegnano ogni giorno i servizi sociali del Comune, i volontari dell’Avc, della San Marco e dell’associazione missionaria padre Tullio Favalli. «Facciamo tra i 30 e i 35 trasporti quotidiani - dice Ivana Orsini, dell’Avc, e oggi abbiamo quattro pulmini e cinque auto, con l’attrezzatura per i disabili. Siamo riusciti ad aprire tre ambulatori gratuiti, a San Silvestro, a Buscoldo e a Levata, in funzione per due ore al giorno con infermieri e pure medici volontari che intervengono a chiamata».



Ci sono i volontari della onlus padre Tullio Favalli a fare quadrato attorno alle famiglie colpite dalla crisi. «L’obiettivo è non far mancare cibo, acqua, luce e gas a chi fa fatica ad arrivare a fine mese», spiega Paola Breviglieri. Sono una quarantina i nuclei familiari che usufruiscono del “Last minute market”, il servizio attivato dal Comune per fornire gratuitamente generi alimentari ai cittadini in difficoltà. «Chi ha bisogno d’aiuto può venire in municipio due volte alla settimana e ritirare una borsina piena di cibo», aggiunge l’assessore Giovannini.



Tante energie che guardano tutte nella stessa direzione e che dovrebbero trovare il loro nido proprio qui alla cava Boschetto, come spiega Enrica Perini, segretaria dell’Acli provinciale. «Ci piacerebbe che questo luogo diventasse un punto di riferimento. Una sala polivalente che possa rappresentare un trampolino di lancio per iniziative di scambio e di solidarietà. Qui fuori abbiamo anche gli orti sociali, che vengono già “spolpati” per fornire le verdure per le borsine della spesa. Prima, d’estate, tanta verdura veniva sprecata, ed era un vero peccato. Accanto a lei ci sono Sofia e Jessie, due studenti dell’Enaip di via Trincerone che all’Acli stanno facendo uno stage. «Ci piace molto dare una mano in ufficio, e poi ci coinvolgono anche in queste iniziative fuori», dice Sofia, 17 anni, di origine bulgara, che vive a Formigosa da quando aveva due anni.

Jessie, 18 anni, «indiano ma italiano», si preoccupa invece per la minaccia del lavaggio piatti. Giovanissimi ma incantati dalle poesie in dialetto di Tino Venturelli, memoria storica di Grazie e del Mincio.

Licia fa fatica a sentire, si arrabbia e scuote la testa. «Anche con questo accidente non capisco nulla. È una vita da esclusa». Bruno allora le si avvicina e gliele ripete all’orecchio. Sbuffa e ridono. Tanto.
 

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