Gestore del servizio idrico, trattative Tea-Sisam: così vicini, ancora lontani

Il presidente Ghizzi: l’obiettivo è confluire in AqA, situazione però da chiarire. La controparte Ogliosi: con mozione approvata dai sindaci rischio complicazioni

MANTOVA. Il dialogo tra Tea e Sisam per la creazione di un gestore unico del servizio idrico integrato prosegue ma permangono differenze di vedute su alcuni aspetti. Questo quanto emerso nell’incontro pubblico andato in scena all’Arci Donini e organizzato da Sinistra Italiana, Liberi Uguali e Arci.

Le parole sono importanti ed è quindi fondamentale riportare quelle corrette. Il presidente di Tea Massimiliano Ghizzi ha parlato di «situazioni da chiarire», il presidente del consiglio di amministrazione di Sisam, Giampaolo Ogliosi, di «punti chiave sui quali discutere». Un accordo totale, di conseguenza, non c’è ancora. Molto ruota attorno a Tea Acque e, in particolare, al socio privato che ne detiene il 40%. Il gestore unico del servizio idrico integrato dovrà essere, infatti, una società totalmente pubblica. «Il dialogo con Sisam è iniziato già nel 2016 con il mio insediamento - ha detto Ghizzi -. Il punto, arrivare alla costituzione di un’unica società individuata nello strumento AqA Mantova, quest’ultima società partecipata al 100% da Tea e dunque totalmente pubblica. Non è solo una nostra volontà, ma un’esigenza dettata da Ato, Provincia e Regione. Ci siamo trovati in molte occasioni e il percorso è arrivato a un punto importante».


L’uscita del socio privato da Tea Acque, sempre secondo i vertici di Tea, si concretizzerà presto. «La bozza d’accordo con il privato per arrivare alla dismissione delle sue quote di partecipazione in ottica di ripubblicizzazione di Tea Acque risale a inizio 2018», ha aggiunto Ghizzi. «Nel protocollo tra noi e Tea si parlava di affitto di rami d’azienda con parallela uscita di scena del privato – ribatte Ogliosi – Poi, mesi dopo, ci è stata proposta una fusione immediata. La mozione dei sindaci che è stata approvata a maggioranza rischia solo di gettare benzina sul fuoco». La stessa mozione, per Ghizzi, è invece «un impulso, uno stimolo a proseguire nel percorso». I punti sui quali lavorare, dunque restano, ma da entrambe le parti arriva un invito a continuare dialogare, visto che il gestore unico sarebbe una soluzione preziosa per le comunità del territorio. Questo, in particolare, per i 380 milioni di euro di investimenti sul piatto fino al 2037. Una precisazione, infine, dal Comune di Gazoldo, che ricorda di far parte dei Comuni che hanno votato favorevolmente alla mozione Sisam nell’assemblea in Provincia e di quelli che nella votazione finale hanno votato contro. 
 

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