In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Movimento dei Fasci, chieste le prime condanne

Quasi tutti gli imputati hanno chiesto il rito abbreviato per avere uno sconto di pena. La decisione pervista per il 22 marzo

Giancarlo Oliani
2 minuti di lettura

MANTOVA.La procura di Mantova ha formulato le richieste di condanna per le persone imputate di ricostituzione del disciolto partito fascista. Tutti hanno presentato richiesta di rito abbreviato, potendo così contare su uno sconto di pena di un terzo. Tutti tranne Elvira Tormene di Rapallo e Sergio De Biasio che, nel caso di rinvio a giudizio, andranno a dibattimento.

Per tutti gli altri il procuratore capo Manuela Fasolato e il pubblico ministero Andrea Ranalli che hanno condotto l’indagine, hanno chiesto al giudice Gilberto Casari le seguenti condanne.

Per Claudio Negrini, storico esponente del Movimento dei fasci italiani, quattro anni e tremila euro di multa, Giuseppe Ridulfo, lo psichiatra presidente del Movimento, tre anni, dieci mesi e 2.400 euro di multa; Vincenzo Stravolo, responsabile del sito web, tre anni e sei mesi più 2.200 euro di multa; Marco Piraino, che ha collaborato alle pubblicazioni finite nel mirino della magistratura, tre anni, quattro mesi e venti giorni, più 1800 euro di multa. Per Fiamma Negrini, in virtù della sua giovane età, l’accusa ha chiesto venti mesi di reclusione più mille euro di multa. Diciotto mesi più mille euro di multa invece per Simone Grazio di Verona e Pasqua Lombardo di Bologna: pene più basse giustificate dall’accusa di sola partecipazione. Il 22 marzo prossimo il giudice per le indagini preliminari Gilberto Casari deciderà sulla sorte giudiziaria di tutti gli imputati.

Secondo l’accusa il Movimento avrebbe violato la legge Scelba e la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica Italiana e questo accade «quando un'associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia».

Ebbene, secondo la procura, il movimento dei Fasci, nel suo manifesto, avrebbe non solo denigrato la democrazia ma introdotto elementi razzisti e più precisamente antisemiti.

E tutto questo si troverebbe nella costituzione dello statuto, redatto dal notaio. Ricordiamo che nel gennaio di quest’anno il tribunale amministrativo di Brescia aveva dichiarato illegittima la partecipazione della lista Fasci italiani del lavoro alla competizione elettorale per il Comune di Sermide del 2017, escludendola.

Due cittadini di Sermide e Felonica avevano sottoscritto il ricorso promosso e sostenuto dal Movimento 5 Stelle dopo l’elezione in consiglio comunale della candidata sindaco dei Fasci Fiamma Negrini. La formazione aveva conquistato 334 voti alle elezioni dello scorso 11 giugno 2017 e questo aveva fatto molto discutere, in quanto ad avviso di molti il partito della Negrini sarebbe stato di impronta neo fascista, sia nei simboli che nell’ ideologia.

Il Tar aveva riconosciuto come veri i rimandi al partito fascista nel merito e nel simbolo, in cui è presente un fascio con sotto il tricolore. —


 

I commenti dei lettori