La ex dell’aggressore: «Un uomo violento: perché era libero?»

I soccorsi all’avvocato Menghini ferito gravemente dall’accoltellatore

Aggressione all'avvocato di Sermide: Menghini resta in Rianimazione mentre l'ex cliente che lo ha pestato e accoltellato è in carcere a Rovigo e lunedì 17 verrà interrogato. Intanto una giovane donna, che dieci anni fa interruppe una relazione con lui, racconta anni di soprusi: «La vittima avrei potuto essere io»

SERMIDE E FELONICA. Sono ancora gravi le condizioni di Luciano Menghini, l’avvocato di 66 anni picchiato e colpito con almeno tre fendenti a un braccio e al fianco dall’ex cliente Denis Sbravati, 35 anni, nella mattinata di giovedì 13  dicembre mentre si trovava nel suo studio. Il professionista è ricoverato in rianimazione a Brescia e per ora è stabile. È cosciente, ha un serio pneumotorace e un trauma cranico e i medici si riservano ancora la prognosi.

Per quanto riguarda Sbravati, dopo l’arresto da parte dei carabinieri di Castelmassa - che lo hanno rintracciato, dopo la fuga a piedi, sull’argine del Po - è stato trasferito in carcere a Rovigo. Lunedì 17 verrà interrogato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale rodigino che, sicuramente, convaliderà l’arresto. L’accusa è pesante: tentato omicidio aggravato.

Chi sia Denis Sbravati, lo sa bene la sua ex fidanzata. La giovane, trentenne, mantovana, ha avuto diversi anni fa una lunga relazione con Sbravati, sfociata anche in una convivenza. Poi però, quella che era iniziata come una storia d’amore fra due ragazzi giovani, è diventata un incubo per lei. A dieci anni di distanza, la sua ex fatica a liberarsi del ricordo di quanto ha vissuto, la gelosia, la violenza, le persecuzioni sfociate in una decina di denunce e anche una condanna a carico dell’ex fidanzato.

«Quando ho deciso di lasciarlo e tornare dai miei lui è impazzito - ci racconta la giovane donna - ha minacciato di dar fuoco alla casa, mi controllava, non riuscivo a liberarmi di lui. Poi ho trovato il coraggio e me ne sono andata. Lui una sera, mentre rientravo a casa, mi ha raggiunta e mi ha picchiata a sangue. E ha colpito pure mia nonna che cercava di salvarmi. Un’altra volta ha picchiato un amico che era sceso dalla stessa auto su cui mi trovavo io. Quando ho capito che non mi sarei più liberata di lui, me ne sono andata. Mi sono trasferita in un’altra città. Ma lui una volta mi ha raggiunto: ho cominciato a soffrire di attacchi di panico, sono finita in ospedale e lui mi ha raggiunto. E davanti ai medici ha minacciato di tagliarsi le vene. Quella volta è stato arrestato per stalking, processato per direttissima e condannato a sei mesi di carcere».

«Ho cercato in tutti i modi di tenerlo lontano, ma ogni tanto ancora ricevo suoi messaggi, anche se io ho bloccato tutti i suoi contatti». «Ciò che voglio dire è che è un uomo pericoloso e violento, non si doveva arrivare a questo, non si doveva attendere che riducesse in fin di vita una persona. Quella persona avrei potuto essere io; avrei potuto essere una delle tante vittime di femminicidio. A me dopotutto è andata bene, ma perché Denis era in libertà? Perché con i suoi precedenti la giustizia non ha fatto di più, non lo ha fermato prima?».
Oltretutto, Sbravati solo due mesi fa era stato denunciato per stalking nei confronti di un’altra ragazza e aveva ricevuto anche un ammonimento del questore.

La guida allo shopping del Gruppo Gedi