Il sindaco premia il sociale: qui chi si spende per gli altri

Consegnate in consiglio comunale le tre benemerenze civiche per il 2018.  L’Edicola di Virgilio d’oro a Massimo Busani, Graziella Goi e Marzia Monelli

MANTOVA. «La nostra scelta politica è stata quella di valorizzare chi si prende cura degli altri, in un momento di frattura come l’attuale». Il sindaco Mattia Palazzi ha chiuso così, lunedì 17 dicembre in consiglio comunale, la cerimonia per il conferimento delle benemerenze civiche dell’Edicola di Virgilio d’oro. I prescelti dell’amministrazione comunale sono stati due esponenti del volontariato, Graziella Goi, presidente di Anffas e Marzia Monelli, presidente del Centro aiuto alla vita e il direttore della struttura semplice dipartimentale di chirurgia senologica dell’azienda ospedaliera Carlo Poma Massimo Busani, un medico che nella sua professione si è messo a disposizione dei pazienti. «Tutti e tre - ha precisato il sindaco citando il vescovo Busca - con la loro azione hanno aggiunto vita, ricordando a chi soffre che ha il diritto di essere felice».

C’era il pubblico delle grandi occasioni in aula. Tanta gente che nei nuovi benemeriti vede esempi di solidarietà da imitare. La vice presidente del consiglio Maddalena Portioli, nel leggere le motivazioni e il curriculum di Busani, l’ha definito «un medico accogliente»; l’altro vice presidente Tommaso Tonelli, nel presentare la Monelli, ne ha sottolineato il suo impegno a fianco delle donne bisognose di sostegno nel loro percorso verso la maternità; Il presidente Allegretti, nel fare gli onori di casa alla Goi, ha evidenziato il suo contributo alla tutela dei diritti «di chi non può rappresentarsi».


La cerimonia è stata aperta da un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’attacco terroristico a Strasburgo, tra cui Antonio Megalizzi, «non solo un figlio dell’Italia migliore - ha detto Allegretti -, ma un figlio della migliore Europa». Quindi, il discorso ufficiale del presidente del consiglio in cui ha ricordato che le benemerenze civiche sono state assegnate a persone che «hanno costantemente promosso nella loro vita i valori di solidarietà per le persone in situazione di svantaggio, di sofferenza, di malattia». «La mano tesa ad alleviare la sofferenza di qualsiasi tipo - ha precisato - è un dovere civile» perché «anche la migliore delle intelligenze, senza cuore, è un’intelligenza persa».

Loro, i premiati, sono stati a lungo applauditi dal pubblico. Emozionati, hanno ringraziato sia l’Amministrazione che coloro che li hanno sostenuti in questa corsa all’onorificenza, per tutti una sorpresa inaspettata. Busani: «Voglio condividere questo premio con tutte le persone, una ventina, che lavorano con me in ospedale. Ringrazio anche tutte le donne che hanno avuto il coraggio di mostrarsi e di manifestarmi il loro calore». Goi: «Sono sorpresa e commossa per il premio che è una dimostrazione di attenzione verso la nostra associazione»; un pensiero al fratello Alberto, per assistere il quale nel 1981 entrò in Anffas: «Senza di lui non avrei mai percorso questa strada». Monelli: «Ringrazio chi mi ha sostenuto, la mia famiglia che mi incoraggia e le volontarie del Centro, con un ricordo particolare per la fondatrice Maria Clotilde Bottoli».
 

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