L’allarme di Colaninno: «Con la manovra a rischio i fondi per il doppio binario della Mantova-Milano»

La legge di bilancio taglia 2 miliardi di euro alle Ferrovie dello Stato. «I colleghi di Lega e M5S si facciano sentire con il Governo»

MANTOVA. Matteo Colaninno, deputato del Pd, lancia l’allarme: «La legge di bilancio appena licenziata dalla Camera taglia 2 miliardi 240 milioni di euro alle Ferrovie. A questo punto, potrebbe essere a rischio il raddoppio del binario sulla linea Mantova-Milano».

I timori del parlamentare arrivano nel bel mezzo delle ultime votazioni a Montecitorio sulla legge di bilancio che contiene il contestato reddito di cittadinanza e la riforma della legge Fornero sulle pensioni. L’attenzione di Colaninno va sulle ferrovie, il terreno su cui ha speso molto del suo impegno parlamentare negli ultimi anni.

«La norma votata - precisa - parla di finanziamenti posticipati, ma io dico che sono tagli per sempre. E sono sempre più preoccupato che l’opera ferroviaria più importante per Mantova, e cioè il raddoppio della linea Milano-Mantova, possa sparire per sempre». Con buona pace dei pendolari che l’attendono da una vita per migliorare le condizioni in cui sono costretti a viaggiare ogni giorno. «Quell’opera - ricorda - è già finanziata per 340 milioni di euro, che serviranno per il primo tratto Mantova-Piadena, ottenuti dal Governo Gentiloni. È inserita nel piano di Rfi e nel contratto di programma che, però, l’attuale governo Lega-Cinque Stelle non ha ancora approvato dopo il sì delle commissioni parlamentari».

I conti sono presto fatti: nella legge di bilancio 2018 i fondi per le ferrovie ammontavano a 5,410 miliardi di euro: in quella del 2019 sono scesi a 3,765. Ciò significa 2 miliardi 240 milioni in meno (in prima lettura il taglio era di 1,7 miliardi), tolti dal capitolo «diritto alla mobilità e sviluppo dei sistemi di trasporto, sostegno allo sviluppo del trasporto: erogazione somme a favore di Ferrovie dello Stato per finanziamento contratto di programma, parte per investimenti e parte per servizi per il trasporto ferroviario».

«Non c’è scritto da nessuna parte - avverte Colaninno - che Mantova sarà colpita, ma in questa condizione di scarsità di risorse è concreto il rischio che vengano spostati i 340 milioni. Per questo invito i colleghi di maggioranza a far sentire la loro voce con Governo e Regione affinché i 340 milioni restino. Perderli sarebbe una follia. Purtroppo, dalla maggioranza non ho ancora visto una vera determinazione a realizzare ciò che già c’è. Soprattutto dopo che il decreto che conteneva i soldi era stato impugnato dalla Regione Veneto davanti alla Consulta, a cui poi il Consiglio di Stato ha dato un parere favorevole mantenendo il finanziamento.

«E non provino a venirmi a dire, quelli della Regione, che non si fa il raddoppio della ferrovia perché ci sarà la nuova autostrada Mantova-Cremona, sono percorsi diversi. Fontana mi ha sempre rassicurato che il raddoppio verrà portato avanti, ma il tempo passa e il governo toglie investimenti per inseguire promesse elettorali irrealizzabili, fa retromarcia in Europa e danneggia risparmiatori, imprese e famiglie. Senza quei fondi Mantova avrà un servizio sempre più deficitario, mentre col raddoppio del binario il gestore sarebbe obbligato a offrire un servizio adeguato». 

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