Stop alle nomine e meno reparti, l’Oglio Po sempre meno autonomo

VICOMOSCANO. L’azienda socio-sanitaria territoriale di Cremona ha pubblicato nei giorni scorsi il “riallineamento” tra il piano di organizzazione aziendale strategico e l’assetto attualmente accreditato. Di fatto, l’azienda prende atto della situazione che si è venuta nel tempo a creare all’ospedale Oglio-Po di Vicomoscano, e la ratifica, ponendola a base delle future programmazioni. Semplificando: negli ultimi due anni, per vari motivi, l’Asst non ha provveduto a nominare i primari mancanti; e ora, preso atto della situazione, afferma che, per il futuro, non ci sarà più bisogno di nominarli. Alcune unità operative complesse (traumatologia, pediatria, anestesia-rianimazione, medicina di laboratorio) vengono declassate in unità operative semplici: non più articolazioni organizzative autonome, ma emanazioni del dipartimento aziendale (per quanto dotate di una loro autonomia tecnico-professionale e gestionale). 

In parole povere, si sancisce una sempre più stretta dipendenza da Cremona. Una delle battaglie portate avanti negli ultimi anni dal comitato “Per la tutela e la salvaguardia del presidio ospedaliero” riguardava proprio la copertura dei posti dirigenziali vacanti. Una petizione sostenuta da 15mila firme rimasta però disattesa; e, giunti a questo punto, tale rimarrà (salvo che l’azienda riveda le proprie strategie). È l’ennesima mazzata per l’ospedale di Vicomoscano, dopo la chiusura del punto nascite. Molti cittadini esprimono preoccupazione: c’è chi teme che l’Asst di Cremona punti pian piano a togliere risorse e funzioni alla periferia, fino al punto che la gestione del presidio di Vicomoscano sarà considerata non più economica; e la chiusura o la privatizzazione sarebbero l’inevitabile corollario.

Secondo altri, è sbagliato però fasciarsi la testa prima del danno: il comitato intende, ad esempio, proseguire la sua azione di salvaguardia dell’Oglio-Po. Va ricordato inoltre che, a parziale compensazione della chiusura del punto nascite, la Regione ha disposto il potenziamento di alcune attività e funzioni e, soprattutto, ha stabilizzato il progetto di costituzione dell’Ambito distrettuale viadanese-casalasco. La speranza è cheil progetto, che coinvolge anche Asst Mantova, non venga lasciato morire. Con l’inizio dell’anno, le due aziende vedono ai vertici nuovi direttori generali: Raffaello Stradoni a Mantova e Giuseppe Rossi a Cremona. All’insediamento, Rossi ha delineato i principi su cui intende basare il proprio operato: «Alleanza e confronto continuo con medici e operatori sanitari, uso corretto delle risorse e integrazione ospedale-territorio, vera sfida del futuro». 

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