Le ditte saldano le tasse lavorando gratis per il Comune di Asola

Accordo per la compensazione di 80mila euro di crediti. Tinteggiate le scuole, sistemata la biblioteca e una santella

ASOLA. Il Comune ha accettato due accordi transattivi con i quali ditte che non sono riuscite a pagare tasse comunali hanno eseguito gratuitamente opere prioritarie sui beni comunali, operazioni con le quali hanno saldato il loro debito. L’ammontare complessivo è di circa 80mila euro. La compensazione dei debiti è in vigore ad Asola dal 2014, voluta dalla giunta dell’ex sindaco Giordano Busi.

Il principio è quello di trovare una formula che salvaguardi l’interesse di entrambe le parti. Le aziende che sono incappate in situazioni di crisi si trovano a volte di fronte all’alternativa se pagare tassazioni obbligatorie, o trattenere i soldi per saldare gli stipendi e garantire la sopravvivenza stessa della attività economica. Dall’altro lato il Comune ben difficilmente riuscirà ad ottenere denaro da ditte in situazione di crisi, né tanto meno da fallimenti. È interesse della azienda mettersi in regola senza spendere denaro fresco, ed è interesse del Comune recuperare il proprio credito. Da qui la proposta di saldare il debito sotto forma di lavoro e manodopera.


«Stiamo parlando di aziende serie - spiega l’assessore Giovanni Sarzi Amadè - che si sono presentate in Comune chiedendo di sanare la propria posizione e rendendosi disponibili ad offrire in cambio, come prevede il regolamento del 2014, dei lavori». Due le ditte che hanno chiesto di pagare: la Dondolandia e la Progetto spazio.

«Hanno presentato progetti e una lista di possibili cantieri - prosegue Sarzi - In piena autonomia noi abbiamo scelto. Una ditta ci ha tinteggiato le scuole primarie di Asola e Castelnuovo e gli spazi comuni della scuola secondaria. Stiamo parlando di rifacimento di intonaci, coloriture, zoccoli, dipintura dei termosifoni. L’altra ci ha sistemato la biblioteca comunale e l’annesso giardino, oltre che rifatto il tetto della Santella in piazza mercato. Hanno entrambe lavorato molto bene. I loro cantieri sono stati svolti in periodi di minore impegno stagionale per loro. Per noi si trattava di lavori di provata utilità ed è evidente la convenienza di avere avuto i lavori fatti invece di provare a rincorrere le ditte attraverso l’offerta di rateizzazione, o con procedure esecutive dall’esito incerto».

Il Comune non ha perso un euro perché nel computo del dovuto sono state inserite anche le sanzioni di legge. «Non è stato fatto alcuno sconto - conclude Sarzi - E siamo riusciti a trovare un punto di accordo che ha salvaguardato gli interessi pubblici e le necessità dei privati».

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