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Nel paese che ha tolto le tasse il sindaco lascia dopo 34 anni

Rosa disse sì alla discarica: «Mi criticavano, oggi i Comuni vicini ci invidiano». Terreni quasi gratis, aiuti alle coppie, niente addizionale Irpef e ora zero Cosap

Francesco Romani
2 minuti di lettura

MARIANA MANTOVANA. Lo aveva detto anche cinque anni fa. Ma lui, Angelo Rosa, 67 anni appena compiuti, era stato richiamato in servizio a furor di popolo per fare altri cinque anni da sindaco, il suo quinto mandato. «Ma ora voglio fare il nonno. Ho deciso davvero che lascio».

Dopo 34 anni ininterrotti in Comune, iniziati nel 1985 come assessore e proseguiti con tre mandati da sindaco fra il 1990 ed il 2004, poi uno come vicesindaco e quindi nuovamente da primo cittadino fra 2009 ed oggi, Rosa vuole smettere. Se glie lo permetteranno i suoi cittadini lascerà quel municipio nel quale è entrato giovane e pieno di speranze. Ma anche preoccupato per l’andamento demografico ed economico. Il Comune vicino al lastrico, casse vuote e fuga demografica, con i giovani che appena possono lasciano. Il più piccolo dei Comuni mantovani, meno di 600 abitanti nel 1985, è però diventato nel giro di tre decenni il più virtuoso ed economicamente ricco, mentre la popolazione è aumentata di oltre il 50% giungendo vicino agli 800 abitanti. Un miracolo che si deve alla volontà ed alla perspicacia di Rosa che proprio nel 1990 disse sì alla proposta di una discarica provinciale. In un clima tutt’altro che favorevole. A Monzambano, dove c’era un’altra discarica, la polizia aveva caricato i manifestanti. Lo scandalo del Cime (la società pubblica di gestione rifiuti) aveva portato in carcere i vertici.

«Avevo tutti o quasi contro - ricorda Rosa -. I Comuni vicini, Acquanegra e Redondesco, prima mi dissero sì per una gestione congiunta dell’impianto. Poi, di fronte alle proteste, mi girarono le spalle». Anzi. Fecero ricorso, perdendolo. «Oggi ci invidiano perché il Comune che lascio è in ottima salute. Non c’è l’addizionale Irpef, tutte le tasse comunali sono azzerate, anche la Cosap, i passi carrai. Abbiamo il costo dei terreni fra i più bassi d’Italia. E grazie ad una politica di incentivi alle giovani coppie, siamo riusciti ad attirare tanti ragazzi».

Oggi Mariana, che come piccolo paese di pianura era destinato ad essere un borgo di vecchi, è in realtà un paese di giovani. Le scuole traboccano e fra nido ed elementari ci sono 135 bimbi. Un record. Merito della discarica che, nonostante il taglio del tonnellaggio in entrata per effetto della raccolta differenziata, eroga ancora qualcosa come 800-900mila euro l’anno al Comune di indennizzi. Soldi con i quali nel tempo il Comune ha promosso investimenti milionari, recuperano tre aree per insediamenti, creando un polo sportivo, una biblioteca, una sala civica e una per i convegni. «Il cruccio dopo oltre 30 anni? Non essere riuscito a fare una casa di riposo» dice. Un neo che i cittadini gli hanno sempre perdonato. In un recente incontro una sua elettrice ha detto: «Ti voteremo anche se non ti presenti». Una simpatica minaccia per il sindaco più amato. —


 

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