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Beduschi annuncia l’addio a Borgo Virgilio: «Torno al lavoro e alla famiglia»

Il sindaco non si ricandida: «Obiettivi raggiunti, con la fusione il Comune è solido». Arrivati fondi per 10 milioni: tasse in calo e sblocco delle opere pubbliche

Francesco Romani
2 minuti di lettura

BOGO VIRGILIO.  Sindaco di Virgilio dal 2009, poi primo cittadino del nuovo Comune di Borgo Virgilio. Ma ora Alessandro Beduschi, alla soglia dei 50 anni ha deciso, a sorpresa, di non ricandidarsi. Un colpo di scena che ha tenuto in serbo sino ad oggi e che lascerà stupiti molti. Giovane amministratore entrato come consigliere d’opposizione nel 2004, Beduschi è infatti più di una promessa sulla quale il centrodestra provinciale ha puntato le proprie carte. Per le capacità amministrative e di dialogo anche fra idee diverse che ne aveva fatto per molti il candidato ideale per una futura Grande Mantova.

Ma lui, non diversamente da quello che stato il suo maestro in politica, Carlo Maccari, ha deciso che è l’ora, almeno per il momento, di staccare la spina. «Preferirei essere rimpianto, che compianto - dice con una battuta. In queste ultime settimane non nascondo che ci ho pensato molto. Ma alla fine la decisione è presa». Lascia Borgo Virgilio per fare cosa? Il candidato alle Europee nel 2019, alla Grande Mantova nel 2020? «Niente di tutto ciò. Capisco che molti mi diano già per ricandidato altrove. E qualche offerta l’ho ricevuta, come forse la riceverò. Ma la mia volontà è quella di dedicarmi alla mia famiglia, al mio lavoro. Cose che ho entrambe trascurato in questi quindici anni di impegno amministrativo».

Il primo mandato è stato in effetti speso all’opposizione. «Forse il più duro dei quinquenni» ricorda Beduschi. Costruendo le basi per la vittoria elettorale del 2009 che ha mandato in minoranza il centrosinistra dopo decenni. «Ma io ho sempre rispettato anche chi è uscito sconfitto dalle urne. Perché? Perché credo in un’idea diversa di Comune, dove si possa alimentare veramente la partecipazione alla vita pubblica».

La prova concreta è il portale online, strumento nelle mani dei cittadini per segnalare ed avere un rapporto diretto con l’amministrazione. «È la prima cosa che guardo appena sveglio, e rispondo sempre personalmente - dice il sindaco - Nel mio primo mandato ho incontrato circa 6mila cittadini. E io stesso mi sono sempre sentito un cittadino temporaneamente a capo del Comune». Uno stile atipico, non chiuso nel palazzo, teso a soddisfare i bisogni dei cittadini, come gli è stato riconosciuto da più parti, con una spesa sociale che ormai sfiora il milione e mezzo l’anno.

Ma l’obiettivo più arduo, non scontato, è stata la prima fusione mantovana Virgilio-Borgoforte, realizzata a fine 2013 dai due rispettivi sindaci Beduschi e Giancarlo Froni. «Siamo ormai una coppia di fatto - scherza il primo cittadino - Ma c’è da dire che il consolidamento della fusione è un risultato da ascrivere anche a consiglieri, assessori, dipendenti. Una squadra fantastica».

E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Tassazione calata, 10 milioni di fondi “premiali”, un milione di lavori pubblici l’anno. E poi tutti gli impianti sportivi messi a norma, il più grande fotovoltaico provinciale, l’area feste, l’Avis Park e la nuova caserma dei carabinieri. «La fusione è un processo. Lo stiamo costruendo su basi solide. Starà al prossimo sindaco portarlo a termine». Ed è quasi un lascito.

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