Il Centro diurno cerca una sede. «Difficile lavorare ai Valentini»

Il palazzo di proprietà è vincolato, è complicato ristrutturarlo per i nuovi servizi. Il presidente Marocchi rassicura famiglie e ospiti: il trasloco non è imminente

MANTOVA. Non è imminente e neppure urgente, ma il centro diurno per disabili adulti della Casa del Sole sarà costretto prima o poi a lasciare Palazzo Valentini (negli omonimi giardini di corso Vittorio Emanuele) dove si trova dal 1983, anno della sua fondazione. L’immobile è di proprietà della struttura che a San Silvestro si occupa dell’assistenza ai bambini cerebrolesi, frutto di una donazione di Dora Montani il cui nome è stato perpetuato intitolandole l’associazione che si occupa degli ospiti. A Mantova è il punto di riferimento per 30 persone dai 18 ai 65 anni, che non hanno più l’età per frequentare la casa madre di San Silvestro.

Qui, nel cuore della città, i disabili trovano volontari e personale specializzato in grado di seguirli e soddisfare ogni loro esigenza con progetti individuali e attività da svolgere in gruppo. Un servizio meritevole di attenzione e di sostegno sia dalle istituzioni pubbliche che dai cittadini, ma che può essere migliorato per rispondere sempre di più ai bisogni degli utenti.

È quello che pensa la dirigenza della Casa del Sole, che da qualche tempo sta valutando l’opportunità di trasferire altrove il Centro, in locali più funzionali. La conferma arriva dal presidente Enrico Marocchi: «Oggi - spiega - chi usufruisce del nostro centro diurno è molto più grave che in passato e, anche volendo, non si riesce a mettere a sua disposizione un servizio adeguato. Il palazzo, infatti, è vincolato; ha soffitti a cassonetti e pavimenti in legno che ostacolano interventi di ristrutturazione edilizia. Per esempio, risulta difficile realizzare bagni assistiti».

Di qui la necessità di guardarsi attorno alla ricerca di un’alternativa, «ma senza fretta - dice Marocchi per rassicurare le famiglie - perché da qui nessuno ci manda via e vogliamo continuare col nostro servizio. Per ora siamo solo in fase di valutazione». —

Sa.Mor.
 

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