Fallimento Edera: ancora all’asta i terreni di Muto

In marzo la vendita di due lotti edificabili e di uno agricolo. La società coinvolta nella bancarotta dell’imprenditore

CURTATONE. Seconda asta per due terreni di proprietà dell’Immobiliare Edera, una delle società facenti capo all’imprenditore di Levata Antonio Muto, assolto dall’accusa di essere contiguo alle cosche della ’Ndrangheta e ancora sotto processo per corruzione nella vicenda Lagocastello, il quartiere mai nato in riva al lago Inferiore.

Il 21 marzo prossimo verranno posti in vendita due terreni edificabili e uno agricolo di proprietà della Immobiliare Edera a Borgo Virgilio, esattamente nella frazione di Cappelletta (fanno parte del piano attuativo Olmo). I beni sono suddivisi in due lotti. Il primo, con base d’asta di 320mila euro, comprende un appezzamento edificabile di 2.961 metri quadrati e un terreno agricolo di 190 metri. Il secondo lotto, base d’asta 280mila euro, è un terreno edificabile di 2.625 metri quadrati.


Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 12 del 20 marzo. Se all’apertura delle buste ci saranno più offerte i curatori daranno corso ad una gara al rialzo, con rilanci minimi di 10mila euro. Vince chi formulerà il rilancio maggiore. Prima dell’aggiudicazione definitiva (di solito entro due mesi) sarà possibile una nuova offerta non inferiore al 10% del prezzo di aggiudicazione.

La prima asta andata deserta si è svolta lo scorso anno. Il prezzo iniziale dei due lotti era quello fissato dal perito incaricato dal giudice: 415mila euro per il primo lotto, 368mila euro per il secondo. Il nuovo tentativo di vendita, dunque, si basa su un prezzo già ribassato di oltre il 20%.

L’Immobiliare Edera era la società utilizzata da Muto per realizzare l’omonima lottizzazione a Levata. Dopo sette anni, nel 2011 partirono i lavori, ma subito furono bloccati perché nel terreno vennero ritrovati residui di amianto. Il cantiere ripartì nel 2012, ma dopo qualche mese, stante anche la crisi del settore immobiliare, la società gettò la spugna. E fu il fallimento, decretato nell’estate del 2017.

Per l’Immobiliare era l’inizio di un periodo nero. Muto venne trascinato a processo per aver distratto fondi, più di 3 milioni, dalle sue società Immobiliare Edera e Le Costruzioni (pure essa fallita) per foraggiare la Lagocastello, a sua volta in gravi difficoltà finanziarie. Il giudice, in primo grado, ha condannato l’imprenditore per bancarotta aggravata a 7 anni di reclusione e a una provvisionale di 3 milioni da versare all’Edera e di 2,5 milioni a Le Costruzioni. 

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