Inchiesta del Parco sui buriel nell'area protetta di Castellaro

Diverse le segnalazioni: nella catasta di legna sarebbe stata bruciata anche della plastica 

MONZAMBANO (Castellaro). La tradizione di bruciare “l’anno vecchio” e i suoi cattivi ricordi con l’incendio di una pira di legna ha fatto scattare un'indagine del Parco del Mincio. Una di queste cataste, non autorizzata, sarebbe stata accesa nella riserva naturale di Castellaro Lagusello, dove non si possono accendere fuochi.

Le segnalazioni sono giunte numerose al Comune e allo stesso Parco. Nella serata del 6 gennaio qualcuno avrebbe voluto festeggiare la Befana dando fuoco a una catasta di legna. «Ma il problema - riferisce un testimone - è che evidentemente questo signore ha voluto anche disfarsi di un po’ di plastica vecchia. La sera dell’Epifania c’era aria irrespirabile e non si poteva uscire di casa senza sentire l’acre odore di bruciato che ammorbava l’aria».

Qualcuno ha avvertito il Comune, che il giorno seguente ha inviato una pattuglia della polizia locale a perlustrare la zona, non rinvenendo tracce. Segnalazioni più precise sono però state inviate al Parco del Mincio, entro la cui area ricadono la Riserva Naturale Complesso morenico di Castellaro Lagusello e del Sito di Importanza Comunitario (Sic) Complesso morenico di Castellaro Lagusello.

Le norme di tutela ambientale prescrivono il divieto di accendere fuochi. Per questo le Guardie ecologiche volontarie (Gev) martedì 8 gennaio  si sono recate in sopralluogo. Se verrà confermato il rogo abusivo, l’autore dovrà pagarne le conseguenze. Non è escluso, nel caso si accerti la bruciatura di sostanze plastiche, anche un intervento dell’Arpa. Castellaro è solo uno dei casi che in questi giorni hanno scatenato proteste di numerosi cittadini per l’aumento dell’inquinamento e delle polveri. 

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