Il fiume Po è sempre più pulito: «Qui i pesci ora abbondano»

Meno inquinamento e fango. Tornano i pescatori da fuori. «La natura è generosa Ma servono più controlli sui predatori e bracconieri» 

BASSO MANTOVANO. Sulla riva del fiume, a San Benedetto Po ci sono due pescatori. Vengono da Modena. E da qualche anno tornano sempre in inverno. «Qui è bello - dice Simone, il più giovane - Si sta in pace e la natura è generosa». Una frase strana da sentire per un fiume accusato di essere una cloaca a cielo aperto e di convogliare al mare gli scarti delle roccaforti industriali padane.

«L’acqua è migliorata rispetto agli anni passati. Guarda - dice l’amico più vecchio indicando l’acqua che corre vicino a riva-. È blu, si vede il fondo». . Proprio blu non è. Forse gli occhi dell’appassionato la trasformano. Ma in effetti limpida lo è. Verde scuro, ma limpida. E non è una percezione. Le continue analisi dell’Arpa, L’agenzia regionale di protezione ambientale, dicono che i “solidi sospesi”, quindi le impurità che intorbidiscono l’acqua sono drasticamente diminuiti.

Una buona notizia che si affianca ai dati sull’inquinamento, in calo negli ultimi anni. Al punto che sempre l’Arpa nell’ultimo decennio può definire lo stato de tratto mantovano del Po sufficiente dal punto di vista ecologico e buono da quello chimico. Effetto del miglioramento dello stato dei depuratori a monte. E i pesci? «Migliorando l’acqua, ritornano - spiega ancora Simone - Ieri abbiamo pescato un barbo di oltre 4 chili e mezzo». La foto di rito davanti al guadino lo dimostra. Pesci nostrani di grandi dimensioni significa forse che la riscossa contro le spesi esotiche, che oggi sono i due terzi del pescato, può essere iniziata. «Ma occorre fermare i bracconieri - dice l’amico - E controllare le specie invasive, come il pesce gatto americano». Un desiderio della gente che vive qui e che il fiume lo ama.

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