Si allarga l’inchiesta su Oncologia, blitz dei Nas e altri quattro indagati

Agosto 2016: la protesta dei pazienti davanti al tribunale dopo il trasferimento delle due oncologhe firmatarie dell'esposto

Per il primario il giudice archivia una trentina di casi sospetti ma ordina un supplemento d’indagine su altri pazienti. A Cantore contestato anche l'abuso d'ufficio per le due colleghe messe da parte  

MANTOVA. Archiviati trenta casi di omicidio colposo e lesioni, ma anche stralci e nuovi fascicoli aperti per altri quattro pazienti, ulteriori indagini da concludere entro sei mesi, quattro nuovi medici indagati in queste ore e ulteriori possibili capi d’imputazione. Si allarga con un filone parallelo l’inchiesta sul reparto di Oncologia del Carlo Poma.

Nei giorni scorsi il giudice per le indagini preliminari Matteo Grimaldi ha firmato un’ordinanza di archiviazione in ordine ad alcuni casi presi in esame, disponendo però la restituzione al pubblico ministero degli atti relativi ad altre situazioni e ordinando nuove indagini - in un caso con richiesta di imputazione coatta - nei confronti del primario Maurizio Cantore, finito al centro dell’inchiesta aperta nel 2015 dopo l’esposto presentato da due oncologhe del Poma non in linea con le terapie adottate dal reparto.


Stando al dispositivo, dall’inchiesta escono alcuni pazienti, con conseguente archiviazione dei procedimenti nei confronti di Cantore, ma ne entrano altri quattro che hanno indotto il giudice a chiedere ulteriori sei mesi di indagini sia per quanto riguarda il primario che per altri quattro medici del Poma per i quali è stata richiesta l’iscrizione nel registro degli indagati.

E come parte offesa ora entrano anche le due oncologhe dissidenti, Francesca Adami e Beatrice Pisanelli, che si erano opposte all’archiviazione dei reati di abuso d’ufficio e maltrattamenti nei loro confronti da parte del primario. Il gip, per quest’ultimo caso, ha rimandato gli atti al pm disponendo che entro dieci giorni formuli l’imputazione nei confronti di Cantore con conseguente giudizio diretto. A supporto delle nuove indagini a inizio settimana i carabinieri del Nas sono tornati in ospedale per acquisire altro materiale.

Questo il secondo filone dell’inchiesta che vede al momento indagati nove medici del Poma. Ma vediamo quali sono le ultime novità emerse nell’inchiesta.

LE ARCHIVIAZIONI

Il gip ha accolto la richiesta di archiviazione della procura relativa a 33 casi presi in esame non ravvisando condotte errate nell’operato di Cantore. Non avrà seguito nemmeno l’ipotesi di reato di truffa ai danni dello Stato per le terapie praticate.

NUOVE INDAGINI

Nei confronti di Cantore viene aperto un nuovo fascicolo per omicidio colposo e lesioni relativo a tre pazienti. E gli atti vengono rimandati al pm per ulteriori sei mesi di indagini. L’obiettivo: capire se la terapia locoregionale abbia causato o anticipato il decesso dei pazienti.

NUOVI INDAGATI

Nell’inchiesta entrano in queste ore come indagati per il reato di omicidio colposo altri medici: Andrea Droghetti, Giovanni Muriana (primario) e Michele Giovanardi, tutte e tre della Chirurgia Toracica, e l’oncologa Franca Pari. Sotto la lente c’è un intervento chirurgico per il quale si richiede integrazione alla consulenza tecnica per rispondere alla domanda se l’operazione sia stata adeguata.

LE DUE DISSIDENTI

Il giudice ha accolto il ricorso delle due oncologhe firmatarie dell’esposto contro Cantore nel quale raccontavano anche il lungo periodo di emarginazione e allontanamento dal reparto. Il giudice ha rimandato gli atti al pm che entro dieci giorni deve formulare l’imputazione nei confronti del primario per maltrattamenti e abuso d’ufficio.

L'ALTRO FILONE

Meno di un mese fa, causa sciopero degli avvocati, è stata rinviata al 30 aprile l’udienza preliminare davanti al gup che dovrà decidere se accettare o meno la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura per cinque medici del reparto di Oncologia con ipotesi d’accusa che a vario titolo vanno dall’omicidio colposo e lesioni aggravate per l’ipotesi di procedure diagnostiche e terapeutiche errate, al falso in atto pubblico, alla violazione della privacy dei pazienti.

A guidare la lista dei medici è Maurizio Cantore, primario dal febbraio 2014, il cui mandato dovrà essere rinnovato entro marzo dato che la durata per i direttori di strutture complesse è di cinque anni. Seguono Roberto Barbieri, e le oncologhe Carla Rabbi, Roberta Gaiardoni e Maria Donatella Zamagni. Per l’indagine la procura si è avvalsa anche di intercettazioni ambientali e telefoniche.




 

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