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Mantova, Borgonuovo sta per ripartire: serviranno oltre due milioni

I condomini costruiti più di dieci anni fa e mai venduti verranno riqualificati. Il curatore fallimentare: «Abbiamo ripristinato la legalità, presto via ai lavori»

Nicola Corradini
1 minuto di lettura

MANTOVA. Un investimento tra i due e i tre milioni di euro. È quanto prevede di impiegare - per il momento non ci sono stime più precise - il liquidatore della società Le Robinie, Leonardo Pagni, per sistemare e mettere sul mercato gli appartamenti dei palazzi, vuoti e in evidente stato di necessaria manutenzione straordinaria, di via Gaber, nel quartiere Borgonuovo. Si tratta degli edifici costruiti dall’impresa Unieco agli inizi del decennio scorso nell’ambito del piano di riqualificazione urbana (Pru) di Borgochiesanuova, approvato in consiglio comunale nel 2002. Un quartiere all’estrema periferia sud della città, dove molti palazzi (di Aler e privati) sono abitati. Questi no: un centinaio di appartamenti che in dieci anni e più sono rimasti invenduti e occupati, fino a pochi mesi fa, da abusivi.

«Abbiamo fatto un lavoro di bonifica e pulizia - spiega Pagni - dopo aver liberato gli appartamenti dagli inquilini abusivi, e devo ringraziare le forze dell’ordine, abbiamo svuotato gli alloggi da tutto l’arredamento. Abbiamo riempito quattro container. Era il nostro primo obiettivo per recuperare quei condomini, quello di ripristinare una situazione di legalità. Per questo abbiamo installato delle telecamere collegate con le forze dell’ordine e impiegato un’agenzia di vigilanza per controllare che non vi fossero più tentativi di intrusione».

Tentativi, riferisce il curatore, che ci sono stati dopo lo sgombero. «Ma ora non ce ne sono più - dice - credo si sia sparsa la voce che ora non è più possibile entrare abusivamente senza essere notati».

Va precisato che gli sgomberi degli abusivi sono stati effettuati in collaborazione con i servizi sociali di Mantova e dei Comuni di residenza delle persone allontanate. Nella maggior parte dei casi si trattava semplicemente di donne, uomini e famiglie con forti problemi economici e sociali. Ma quelle case, come avviene per tutti gli edifici abbandonati, erano divenute non solo un’area di degrado (erano circondate da discariche abusive di rifiuti) ma anche luogo di riparo per ladruncoli e altre figure poco raccomandabili

Ma ora si devono fare i passi successivi. Più complessi. «Stiamo ultimando il progetto per il ripristino della facciate - spiega Pagni - speriamo nel giro di pochi mesi di intervenire edificio per edificio, a partire dalle palazzine a schiera. Stiamo rivedendo gli accordi con la banca (Mps) per inserire questi interventi e i tempi dipendono da questo. Stiamo parlando di un investimento tra i due e i tre milioni. In ogni caso abbiamo fatto interventi di sistemazione del verde e ripulito la zona». L’obiettivo è rimettere sul mercato gli appartamenti. «È importante spiegare cosa facciamo - dice Pagni - perché al di là della vendita stiamo ripristinando una zona della città in degrado». —
 

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