Centro servizi di nuovo all’asta, Voi: «Ormai è in degrado»

La giunta pianifica la vendita per oltre un milione 200mila euro. L’opposizione: «Chiuso da anni e senza manutenzione. Così si è svalutato»

PORTO MANTOVANO. Il Centro servizi all’impresa (Csi) di Porto Mantovano, in zona Malpensata è di nuovo in vendita. La decisione è stata adottata dalla giunta il 19 novembre scorso inserendo l’immobile di proprietà comunale fra i beni da alienare per finanziare altre opere pubbliche. Il provvedimento dovrà essere approvato dal consiglio comunale che si terrà entro la fine di febbraio. Ma l’opposizione insorge. «Per anni non si è fatta la manutenzione - attacca Gianpaolo Voi, della lista Voi per tutti - Le facciate esterne mostrano segni di cedimento e ci sono infiltrazioni dal tetto. È così che si preserva un patrimonio di tutti?»

Il centro servizi fu voluto dalla giunta dell'ex sindaco Remo Pezzali. La costruzione iniziò nel 1990 e l’inaugurazione si tenne nel 2000 alla presenza dell’allora sindaco di Siena Pierluigi Piccini. Il tramite fu il suo segretario comunale, Liborio Iudicello, di Porto, che fu poi segretario generale di Roma capitale. L’idea del Centro era di quelle che precorrevano i tempi risolvendo problemi pratici ed organizzativi alle aziende. «C’è un grande sotterraneo di 600 metri quadri - spiega Pezzali - Al pian terreno il bar, uffici per gli artigiani e una mensa da 140 metri quadri con cucine. Il primo piano ha una sala riunioni da 80 metri ed uffici che abbiamo usato per aziende startup». Un’idea anticipatrice, la prima nel Mantovano, che affiancava e potenziava l’arrivo delle imprese nella zona produttiva Malpensata-Gombetto, circa 300 aperture in un quinquennio. La crisi, soprattutto il disinteresse hanno fatto chiudere il centro un pezzo alla volta. Dopo le aste deserte, ora la giunta prova a rivenderlo partendo da un milione e 220mila euro.


«L’ immobile è in rapido decadimento, vista l’ assenza di una manutenzione appropriata, con problemi di infiltrazioni al tetto, e ora anche alle facciate e alla pavimentazione esterna, in rapido e progressivo deterioramento - attacca però Voi - Prima di pensare a spendere un milione per costruire la sala polivalente al Drasso park, era meglio manutenere questo immobile che ha due sale per convegni, una al piano terra di circa 60 metri e un’ altra al primo piano di circa 80, chiaramente inutilizzabili, perché l’ immobile è chiuso e inaccessibile. Riteniamo l’ atteggiamento dell’attuale amministrazione incomprensibile, anche perché in questi anni, se proprio il centro non lo si voleva adibire ad altri scopi, ovvero al servizio dei cittadini o delle associazioni di Porto, gli si poteva almeno fare una corretta manutenzione. Ora vendere è più difficile, dato il momento economico decisamente meno favorevole. —


 

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