Mantova, una mail ai pazienti oncologici: «Firmate perché Cantore resti»

Inviata dal reparto a un elenco di ammalati per chiedere la fiducia al primario. Ma c’è chi protesta: «Violata la privacy, nelle missive i nomi di tutti i destinatari»

MANTOVA. «Cari tutti, in allegato una lettera di attestazione di fiducia nel nostro lavoro e soprattutto nel nostro reparto che abbiamo ritenuto doveroso scrivere dopo le ulteriori pubblicità negative sul giornale mantovano per eccellenza. Per chi fosse solidale con il nostro reparto e il nostro operato vi chiedo di scrivere il vostro nome in stampatello e fare la vostra firma accanto». Firmato la data manager di Oncologia, Beatrice Vivorio.

Questo il contenuto di una mail partita dall’Oncologia del Poma e arrivata nei giorni scorsi a numerosi pazienti in cura nel reparto dell’ospedale cittadino. Una richiesta di solidarietà dopo le note vicende giudiziarie che hanno coinvolto il primario Maurizio Cantore e altri medici del Poma. Ma qualcuno, tra questi pazienti, non ha affatto gradito l’intrusione nella sfera personale, con una mail che non ha nulla a che fare con le condizioni di salute.

In particolare alcuni pazienti hanno contestato il fatto che nella mail si leggano chiaramente i nomi di altre persone destinatarie del messaggio. «La cosa che mi ha impressionato – scrive una di loro – è stata la violazione della mia vita privata e di quella di tanti altri malati che hanno visto il loro nome nella lunga lista di destinatari. Ognuno ha potuto vedere il nome degli altri e sapere ora che sono malati, compresa io».

La paziente dell’Oncologia precisa di non volere entrare nel merito dei processi o della corretta informazione, avendo già abbastanza problemi personali e di salute. «Per me – aggiunge – rimane ingiustificabile il comportamento di questa signora che mi scrive in veste ufficiale perché non voglio che il mio nome e la mia malattia siano di dominio pubblico. Di questa insensibilità proprio da chi dovrebbe averne di più ne faremo volentieri a meno. Se si vuole manifestare fiducia lo si deve fare spontaneamente».

Ma che cosa chiede la data manager dell’Oncologia ai destinatari della mail? «Nel pieno rispetto del lavoro che sta svolgendo la magistratura – si legge nel messaggio – con la presente vogliamo esprimere un attestato di stima e fiducia nei confronti del reparto di Oncologia di Mantova, dei suoi medici, dei suoi infermieri e del suo direttore. Auspichiamo che il dottor Maurizio Cantore, di cui abbiamo apprezzato le doti professionali e umane, rimanga alla guida del reparto che abbiamo avuto modo di conoscere e frequentare».

Tutto questo nel mezzo di una complessa indagine per la quale il 30 aprile si terrà l’udienza preliminare davanti al giudice che dovrà decidere se accettare o meno la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura per cinque medici del reparto con ipotesi di accusa che, a vario titolo, vanno dall’omicidio colposo e lesioni aggravate per l’ipotesi di procedure diagnostiche e terapeutiche errate, al falso in atto pubblico, fino alla violazione della privacy dei pazienti.Nei giorni scorsi intanto si è appreso l’allargamento dell’inchiesta, nata dopo il famoso esposto di due oncologhe del reparto che criticavano le terapie adottate, con il coinvolgimento di altri medici del Poma e con un supplemento di indagini per le cure su altri pazienti. Contestualmente il giudice ha però archiviato nei confronti del primario Cantore una trentina di casi accogliendo la richiesta dell’accusa. 

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