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La Regione promuove l’aria di Mantova: ed è subito polemica

Nel rapporto di Arpa calano le concentrazioni e i giorni oltre i limiti di polveri sottili. L’assessore Cattaneo canta vittoria, critici Legambiente e M5S 

MANTOVA. Concentrazioni medie di polveri sottili ridotte dal 2005 al 2018 del 43% con numero di giorni di superamento diminuito del 78%, ozono invece oltre la soglia: questi i dati mantovani inseriti nel rapporto sulla qualità dell’aria 2018 in Lombardia presentati dall’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Raffaele Cattaneo, insieme al presidente di Arpa Lombardia Stefano Cecchin.

Dal rapporto Arpa emerge che le misure effettuate dalla rete di rilevamento di Arpa hanno confermato un trend regionale in miglioramento per pm10, pm2,5 e No2, stabile l’ozono e ben sotto i limiti monossido di carbonio, benzene e biossido di zolfo. In particolare, per il pm10, in tutte le stazioni del territorio regionale è stato rispettato il valore limite sulla media annua di 40 microgrammi per metro cubo.

Anche il numero di giorni di superamento del valore limite giornaliero (50 microgrammi per metro cubo), benché ancora in buona parte della regione sopra al limite che la normativa fissa in 35 giorni, ha confermato un trend in diminuzione. Per quanto riguarda Mantova, nel 2018 si sono verificati 34 giorni di superamento. Nel 2017 i giorni di superamento nel nostro capoluogo erano stati 87: erano 107 nel 2007 e ben 148 nel 2006.

Complessivamente le stazioni che in Lombardia hanno rispettato il limite nel 2018 sono il 40% di quelle installate (nel 2005 lo rispettava unicamente Bormio) e il numero di superamenti è stato ridotto mediamente del 59% nel periodo dal 2005 al 2018. Il trend in progressiva diminuzione ha interessato anche il pm2,5: nel 2018 nei capoluoghi il valore limite annuale di 25 microgrammi per metro cubo è stato superato solo a Cremona mentre a Mantova si è attestato a 22 (nel 2017 era a 28).

Anche per il biossido di azoto (No2) lo scorso anno ha registrato un miglioramento: il limite sul numero di ore di superamento è stato rispettato su tutto il territorio regionale mentre il limite sulla media annuale (pari a 40 microgrammi per metro cubo) è stato rispettato nell’80% delle stazioni (nel 2005 aveva rispettato circa la metà delle stazioni, nel 1993 nessuna). A Mantova la media annua peggiore nel 2018 è stata di 26 microgrammi per metro cubo (era 28 nel 2017).

L’ozono invece ha presentato in tutta la regione diffusi superamenti dei valori obiettivo per la protezione della salute: a Mantova la stazione di Schivenoglia ha registrato 81 giorni di superamento quando la soglia è 25. Non sono invece stati registrati superamenti per monossido di carbonio, benzene e biossido di zolfo, che mantengono valori ben al di sotto dei limiti.

«I dati - ha detto Cattaneo - ci dicono che il trend è in miglioramento: questo è il segno che negli ultimi anni le politiche messe in campo dalla Regione, in accordo con gli enti locali del territorio, stanno producendo i risultati sperati». Pronta la replica di Legambiente: «L'assessore non inganni i cittadini. I dati sono chiari: rispetto ai 35 giorni di superamento concessi dalle norme europee di pm10, 8 capoluoghi lombardi su 12 sono fuori limite».

Polemico anche il consigliere mantovano M5S Andrea Fiasconaro: «Prima di dire che l’aria della Lombardia è buona suggerisco all’assessore Cattaneo di fare un bel respiro. L’inquinamento in Lombardia è un grave problema e minimizzare la sua portata non aiuta a migliorare la qualità dell’aria. Non sono arrivate le proposte concrete che i lombardi aspettano da anni».

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