La “secchiona” Ingegneria Informatica: il debutto a Mantova supera l’esame delle 95 matricole

A promuovere la neonata facoltà sono proprio gli studenti del primo corso: partito a settembre, conta ben 95 matricole in arrivo da tutta Italia

MANTOVA. Inizia con il sorriso la nuova avventura della facoltà di Ingegneria Informatica, tornata da un anno all'interno dell'Università di Mantova grazie all’accordo siglato dalla Fondazione UniverMantova (Fum) con l’università di Modena e Reggio Emilia (Unimore).

A promuoverla sono proprio gli studenti del primo corso: partito a settembre, conta ben 95 matricole in arrivo da tutta Italia. Cosa spinge ad orientarsi verso questo indirizzo di studio? «Le nostre motivazioni sono diverse ma tutte molto sentite – spiegano alcuni degli studenti intervistati – innanzitutto la passione è essenziale per affrontare corsi tutt'altro che semplici, poi c’è anche il fatto che l'indirizzo offre molte possibilità lavorative anche di un certo livello».


Corso all’avanguardia

Intanto questi primi mesi di lezioni hanno già soddisfatto le aspettative. «Rispetto ad altri corsi di laurea questo è davvero innovativo, al passo con i tempi e pronto ad affrontare le veloci trasformazioni che caratterizzano il mondo delle tecnologie informatiche». Inoltre le materie proposte consentiranno loro di acquisire competenze spendibili in numerosi ambiti professionali: dal mondo delle imprese, chiamato ad affrontare le sfide dell’innovazione, alla libera professione come consulenti, alle startup tecnologiche innovative.

Docenti disponibili

Non trascurabili anche le motivazioni che li hanno portati a scegliere di studiare proprio nel capoluogo virgiliano: «Mantova è una città piccola ma ricca di storia e di cultura e soprattutto vivibile - racconta qualcuno - Inoltre per accedere a facoltà analoghe attivate in altre città italiane bisognava superare selezioni molto dure, mentre Ingegneria Informatica a Mantova non è a numero chiuso». È prevista solo una verifica delle competenze tramite il test online Tolc: una prova di ingresso il cui esito non compromette l’accesso al corso universitario ma, nel caso non fosse positivo, implica una serie di specifici obblighi formativi aggiuntivi da soddisfare entro il primo anno.

Gli studenti si dicono soddisfatti anche da orari e disponibilità dei docenti: «I professori sono sempre disponibili ad aiutarci a risolvere eventuali dubbi o perplessità».

Non solo teoria

Piace poi il fatto che il piano di studi affianchi alle materie cosiddette “di studio” numerose esercitazioni e attività pratiche nei laboratori messi a disposizione dalla sede di Mantova.

Un gradimento che trova riscontro nei sondaggi interni realizzati da Unimore dove si tocca il 90%. «Speriamo che rimanga tutto su questi standard» sospira Domenico che si è trasferito dalla Puglia: «Ho persino lasciato il mio lavoro per venire qui a studiare Ingegneria Informatica e finora non sono affatto pentito, anzi».

Chiediamo infine se c’è competizione con gli altri corsi di laurea e se tra i colleghi c’è già chi li chiama “nerd”. «L'unico soprannome - sorridono i ragazzi - che ci danno al di fuori della facoltà è quello di "temerari" perché da sempre Ingegneria è percepito come uno dei percorsi di studio più difficile da affrontare».

Giulia Biumi




 

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