Mantova, le indagini partite dalla sbronza di Capodanno

In Questura la sfilata dei ragazzini accompagnati dai genitori: «E nelle salette interne del Time Out c’è chi fuma le canne». Il titolare: «Non me ne sono mai accorto»

MANTOVA. La notte di Capodanno un minorenne finì al pronto soccorso. È da lì che partono le indagini della Questura che hanno portato alla chiusura del Time Out per due settimane. Il giovanissimo sentito dagli agenti ha raccontato di altri due giovani che erano con lui. Poi i poliziotti hanno sentito anche questi altri due minorenni e via via tutti gli altri, amici e conoscenti.

Una vera catena di testimonianze che ha reso preciso il quadro sul quale indagare. Alla fine in Questura sono stati convocati 15 minorenni accompagnati dai genitori, tutti rimasti senza parole quando hanno sentito il racconto dei figli e la facilità con cui certi locali servono alcol ai giovanissimi. E alcuni di loro hanno anche confessato che al Time Out in certe salette interne alcuni ragazzi si sono anche appartati a fumare marijuana. «Non me ne sono mai accorto» ha precisato il titolare.

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