Per il Giorno della Memoria cento studenti uniti nel ricordo della Shoah

Il 23 gennaio le prime celebrazioni del Conservatorio con il D'Este. Zaltieri: «Ancora oggi episodi di razzismo»

MANTOVA. Un percorso di musiche, racconti e testimonianze per non dimenticare iLdramma della Shoah e tramandare la memoria alle giovani generazioni. La mattina del 23 gennaio, cento studenti delle scuole superiori hanno partecipato al primo evento dedicato al Giorno della Memoria, il 27 gennaio, organizzato dal conservatorio Campiani in collaborazione con il liceo musicale Isabella d’Este.

Il viaggio attraverso i luoghi simbolo di Mantova è iniziato dal binario 1 della stazione ferroviaria, dove la mattina del 5 aprile 1944 ripartì alla volta di Auschwitz il convoglio numero 09 proveniente da Fossoli con 42 ebrei rastrellati anche a Mantova. I ragazzi hanno poi visitato la chiesa di Santa Maria della Vittoria, la sinagoga Norsa Torrazzo e il memoriale della Shoah mantovana al liceo Isabella d’Este - Istituto Carlo d’Arco dove è stata realizzata dagli studenti una mostra con foto e documenti, partendo dai testi ritrovati negli archivi, che racconta la storia di alunni e docenti cacciati da scuola a seguito delle leggi razziali.

Ogni tappa è stata accompagnata da brani cantati da 90 ragazzi del liceo musicale Isabella d’Este diretti dal maestro Romano Adami e dalla lettura di testimonianze di chi ha vissuto, direttamente o indirettamente, la crudeltà nazista. Le voci che hanno dato vita ai racconti sono degli attori Francesca Campogalliani e Mario Zolin.

«Perché è importante ricordare? Perché la Shoah è un unicum storico. Voi siete nati in un’Europa senza guerre e senza confini – dice Massimo Allegretti, presidente del consiglio comunale, rivolto agli studenti – Ma 80 anni fa, dalla Germania, un Paese che aveva conosciuto la democrazia, partì un disegno di annientamento di un intero popolo. E la Germania, ha cercato complici adulandoli. E anche noi italiani siamo stati complici. Ci sono state persone che hanno protetto ebrei dalla repressione tedesca, ma anche altre che hanno fatto la spia vendendo un’informazione per qualche lira. Ricordate di non cedere alle pulsioni negative per quanto possiate avere delle difficoltà. Ciò che è successo 80 anni fa può accadere nuovamente, anche in altre forme».

«Nel 2019 ancora si stanno diffondendo sentimenti di esclusione, razzismo, segregazione. Il passato può ritornare. Oggi siamo qui per scongiurare questa possibilità» conclude Francesca Zaltieri, presidente del Conservatorio Campiani. 

Video del giorno

Prostituzione e violenze sessuali, sgominata a Bologna banda che reclutava giovani ragazze albanesi

La guida allo shopping del Gruppo Gedi