Zolezzi insiste su Chagall: «Affidamento da chiarire, e il Comune ci perderà»

Il commento del deputato mantovano dopo la risposta del ministro Bonisoli alla sua interrogazione sui servizi museali

MANTOVA. Oggetto dell’interrogazione erano la revisione dei “servizi aggiuntivi museali” e l’adozione di iniziative per promuovere una gestione dei beni culturali di Mantova che si traduca nella valorizzazione del suo tessuto economico, culturale e turistico. Così per il deputato Alberto Zolezzi (M5S), soddisfatto dalla risposta del ministro Bonisoli ma critico rispetto alla mostra su Chagall.

«Ben venga che nel 2016 sia stata istituita una cabina di regia, composta da rappresentanti del ministero e di Consip con compiti di pianificazione, indirizzo, coordinamento e monitoraggio delle attività di supporto alla gestione delle rinnovate procedure di gara per le concessioni dei servizi museali». Dalla dimensione nazionale a quella locale, ritiene Zolezzi altrettanto importanti «gli incontri con il sindaco e i referenti istituzionali del museo di Palazzo Te per una programmazione condivisa delle iniziative legate alla mostra su Giulio Romano e per la ricerca di un accordo sulla creazione di un biglietto unico che consenta l’accesso a tutte le iniziative, statali e comunali (accordo raggiunto e annunciato ieri, ndr)».

E fin qui. Le noti dolenti arrivano alla voce “Chagall”: «Non sono ancora chiari l’affidamento senza gara a Electa e il subappalto alla società Admaiora, il cui codice Ateco, in apparenza, non corrisponde a quello delle guide abilitate ad accompagnare i turisti reclutate da Electa a condizioni economiche opinabili» insiste Zolezzi, che sottoporrà la questone alla Cabina di regia e alle altre autorità di controllo competenti (leggi Anac e Corte dei Conti). «Per la mostra su Chagall a quanto pare non verrà superato il break-even (80mila visitatori circa) che avrebbe consentito di guadagnare anche al Comune, principale finanziatore della mostra, ma a cui non arriveranno soldi né rimarranno relazioni e capacità organizzative – chiude, graffiando Zolezzi – Auspico che non vengano ripetuti gli stessi errori per la mostra di Giulio Romano e per la gestione di Palazzo Te in generale. Non rischiamo di svendere il cuore di Mantova al migliore offerente».



 

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