Palazzo Te, dal bar la sorpresa: riappaiono le antiche colonne

Durante i lavori emerge un elemento architettonico nascosto dal cartongesso. Con i nuovi bookshop e caffetteria anche interventi di miglioramento antisismico

MANTOVA. Un nuovo bar e un nuovo bookshop per rendere Palazzo Te sempre più attraente al di là dei gioielli artistici e storici che contiene. Il cantiere è iniziato a fine 2018 e tra aprile e maggio sarà completato. In verità, la fine lavori, contrattualmente, sarebbe il 4 aprile, «ma gli imprevisti - dice saggiamente l’assessore ai lavori pubblici Nicola Martinelli durante un sopralluogo al cantiere - sono sempre dietro l’angolo quando si tratta di intervenire su edifici storici...».

Annuisce Michele Rigoni, restauratore e titolare della Lithos di Venezia, capofila dell’associazione temporanea d’impresa che con l’altra veneziana FBF impianti ha vinto l’appalto da 650mila euro erogati dal ministero per i beni culturali. L’imprenditore indica, infatti, le due paraste appena riapparse, le colonne del palazzo inglobate più di 30 anni fa nel soppalco collocato sopra il bar, quando fu messa mano alla reggia estiva dei Gonzaga per riportarla all’antico splendore. Già questo ritrovamento («quelle colonne non sono integre, ma saranno recuperate e riportate alla vista dei turisti» assicura l’architetto Paola Menabò, funzionario dell’assessorato), ha comportato qualche lavoro in più di quelli previsti. Il recupero, comunque, continua regolarmente. La nuova libreria rimarrà dove era prima, solo che verrà tolta la vecchia scala che portava ai servizi igienici del piano superiore. I bagni resteranno sempre di sopra (quelli per i disabili saranno ancora al piano terra), solo che l’accesso avverrà dall’attigua caffetteria. Dove sarà collocata la nuova scala dopo aver «girato» l’attuale soppalco sopra l’ingresso del corridoio che collega i due ambienti. Sopra, coi bagni ci saranno anche tutti gli impianti tecnologici, a cui si aggiungerà quello di raffrescamento. E sarà ricavato anche uno spazio per i tavolini.

Via tutti i cartongessi, i soffitti lignei d’ora in avanti saranno visibili. Si vedranno anche i tiranti correre da un lato all’altro del bookshop con funzione antisismica. E proprio l’intervento di consolidamento delle murature per resistere ad eventuali scosse è una delle caratteristiche del progetto di recupero di quell’edificio che, nelle piante del 700, era il locale tecnico di Palazzo Te, dove c’erano le pompe che immettevano e toglievano acqua dalle pescherie. Anche adesso al piano terra c’è l’impianto adibito allo stesso scopo e presto, visto che le pescherie confinano con l’edificio, verranno svuotate per consentire l’intervento sulla facciata esterna che dà sulle vasche. «Verrà rifatto anche l’impianto di illuminazione» dice l’assessore, mentre Menabò e Rigoni soffermano lo sguardo sulle crepe emerse nei muri, retaggio del terremoto del 2012 e che il progetto di miglioramento sismico punta a chiudere per sempre. —
 

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