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Processo Pesci bis: «Pene più severe, nel Mantovano parte della cosca»

Deanna Bignardi moglie di Rocca, al centro, durante un'udienza

La Procura generale affonda il colpo e ribadisce: «Anche la moglie del luogotenente aveva un ruolo». Chiesto l'inasprimento delle condanne per tutti e la cancellazione delle assoluzioni

BRESCIA. «Deanna Bignardi, e i parenti di Nicolino Grande Aracri facevano parte della cosca della ’ndrangheta». Fermi nella loro convinzione, Claudia Moregola e Paolo Savio, non abbassano il tiro e tornano a chiedere ai giudici le stesse condanne, severe, del primo grado. È un finale prevedibile, questo, arrivato al terzo giorno della requisitoria in cui la Procura generale ha ricostruito, passo dopo passo, l’aggressione del clan dei cutresi ai cantieri mantovani.

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