Ies Mol cede in affitto la produzione di bitume: sindacati preoccupati

Cgil, Cisl e Uil: non siamo stati informati, Confindustria intervenga sull'azienda per ripristinare relazioni corrette

MANTOVA. Il gruppo Ies-Mol cede in affitto a un’altra impresa (con sede in Toscana a quanto sembra) il ramo d’azienda Batec, vale a dire la produzione di bitume. La novità è stata comunicata nel primo pomeriggio di ieri alla rappresentanza sindacale convocata d’urgenza. Batec impiega quattro dipendenti. Reazioni preoccupate da parte dei sindacati di categoria, vale a dire Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, che non sono state informate dell’operazione, come prevede la prassi delle normali relazioni sindacali. I sindacati, che avevano già concordato un incontro con la nuova dirigenza di Ies - Mol per il 19 febbraio, chiamano in causa anche Confindustria: «Ci auguriamo che faccia pressioni sull’azienda affinché si torni a relazioni sindacali corrette».

Perché la cessione in affitto della produzione di bitume preoccupa i sindacati? «Intanto c’è un problema di relazioni industriali - dice Giovanni Pelizzoni , segretario Uiltec - operazioni come la cessione o l’affitto di un ramo d’azienda, dove ci sono buone relazioni, vengono di norma condivise con i sindacati. Ci sono incontri, trattative e viene permesso ai sindacati di tutelare le condizioni contrattuali dei lavoratori coinvolti. In questo caso non c’è stato nulla di tutto ciò. E poi questa operazione non è un buon segnale sulle prospettive di rilancio dell’azienda: questo sembra essere l’ennesimo disimpegno sul territorio da parte della Ies-Mol».


Anche gli altri segretari di categoria sono su questa linea. «Ritengo debbano chiarire quale sia il loro concetto di relazioni sindacali - sostiene Adolfo Feudatari di Femca - ed è quanto chiederemo il 19. Quell’incontro era stato richiesto per avere chiarimenti sul piano industriale della Ies-Mol. Avremmo dovuto parlare anche di Batec, visto che circolavano voci che volevamo verificare. Chiederemo coerenza all’azienda. Affittare un ramo d’azienda per cinque anni non è cosa da poco, ma siamo stati messi di fronte a un fatto compiuto».

«Per come è avvenuta la cosa è ovvio che sorgano perplessità e preoccupazioni non solo per le relazioni sindacali ma anche per le strategie di Ies-Mol - osserva Michele Orezzi di Filctem - ci chiediamo quale sia il piano industriale, cosa si preveda per il futuro del deposito. Questo è il tema che abbiamo posto per l’incontro del 19 febbraio. Ci spiace constatare che attualmente Confindustria non stia aiutando a migliorare le relazioni sindacali». —


 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi