Mantova, l’e-commerce non trova il parcheggio

La ricerca degli autotrasportatori: «È boom delle vendite online: servono più spazi nei centri abitati e infrastrutture migliori»

MANTOVA. La spesa con smartphone dal divano di casa e consegna a domicilio può avere i suoi lati negativi. Oltre a rosicchiare quote di mercato ai negozi, il forte aumento degli e-commerce ha un risvolto che mette in difficoltà le aziende di trasporti nella fase “dell’ultimo miglio”, la consegna finale. Lo spiega Mario Beschi, contitolare di Messaggerie del Garda, azienda di trasporti e logistica di Castiglione delle Stiviere, e componente del consiglio nazione di Anita, l’associazione di categoria degli autotrasportatori: «Tralasciando gli evidenti problemi connessi alla chiusura totale o parziale dei ponti e alla mancanza o incompletezza di molte infrastrutture viabilistiche - spiega Beschi - nei centri storici cittadini, come quelli di Mantova e Castiglione delle Stiviere, ma anche di molti altri comuni del Mantovano, è sempre più difficile stazionare sugli spazi destinati al carico e scarico, limitati o inesistenti, che spesso vengono occupati da altri veicoli».

Secondo il report Istat “Cittadini, Imprese e Ict” 2018, crescono le imprese che vendono via web (12,1% contro 9,9% del 2017 e 8,8% del 2016) e, tra queste, prevalgono quelle che hanno come clienti i consumatori privati (77,8%) anziché imprese e amministrazioni pubbliche (64,1%). Circa il 40% dei cittadini del nord Italia ha acquistato beni almeno una volta su internet nel 2018. La provincia di Mantova non è da meno, con «un marcato trend di crescita negli ultimi anni». La stessa Messaggerie del Garda conferma che ormai le consegne riguardanti le transazioni B2C (business to consumer) rappresentano il 30% del totale.


«Gli spazi di fermata, predisposti normalmente dalle amministrazioni nei pressi di esercizi commerciali, con questo trend crescente dell’e-commerce sono sempre più necessari anche nei pressi delle abitazioni private». Il deficit di posti si traduce in fermate spesso in doppia fila e in un aumento considerevole dei tempi di consegna, e quindi anche dei costi: «Si stima che l’operatore possa impiegare anche il 30-40% di tempo in più, con una pari conseguenza sul costo a carico dell’azienda». Una possibile soluzione è quella di ottimizzare e aumentare, secondo i trasportatori, le aree di sosta per carico e scarico, pur mantenendo le fasce orarie, che però dovrebbero coprire l’intero arco della giornata. Secondo i dati della Camera di Commercio di Mantova (elaborazione Servizio informazione e promozione economica su dati Infocamere), le aziende di trasporti sono 718 (con un calo del 23% dal 2009, quando erano 934). Nel numero figurano molti padroncini, mentre le aziende strutturate sono molte meno. E le difficoltà crescenti del settore sono trasversali.

«Non c’è solo il problema dell’ultimo miglio nei centri città - prosegue Beschi - ma anche nelle zone industriali, dove non ci sono abbastanza aree per la sosta prolungata, per consentire agli autisti di parcheggiare il mezzo, soprattutto di notte. In questo caso, esiste anche un problema di sicurezza». Sempre in tema di sicurezza, Beschi solleva un altro tema che riguarda i ciclisti e le strade più trafficate: «In fase di manutenzione, almeno le principali arterie dovrebbero essere dotate di spazi delimitati riservati ai ciclisti, che spesso transitano senza giubbotti catarifrangenti né fanali».

 

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