Tav: c’è il progetto esecutivo, al via gli oltre 500 espropri

Tracciato cambiato: ora passa a 3 chilometri da Castiglione delle Stiviere. Salvini dà l’ok, ma il governo non ha ancora deciso. Per le proteste 13 Daspo

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Il Consorzio Cepav 2, realizzatore dell’opera, ha predisposto il progetto esecutivo del tratto Brescia-Verona della Tav aggiornando il tracciato del 2014 con le 309 prescrizioni emesse nel frattempo dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Numerose le novità emerse. A Desenzano la ferrovia ad Alta Velocità ora passerà a Sud dell’autostrada A4, avvicinandosi a 3 km dal territorio castiglionese. Viene esclusa la fermata ipotizzata inizialmente a sud di Sirmione mentre il tratto iniziale, da Brescia a Mazzano non è stato progettato e presumibilmente consisterà nel quadruplicamento della ferrovia esistente. Esclusa in modo definitivo la variante che sarebbe passata per Montichiari, servendo l’aeroporto. Restano invece le due criticità per il Mantovano: il lunghissimo tunnel a nord di Castiglione che intercetterà le falde acquifere della zona e il cantiere fra Peschiera e Ponti sul Mincio, che interferirà sulla viabilità locale.

OLTRE 500 ESPROPRI.


Il tracciato di 48 chilometri costerà a conti attualizzati 2 miliardi 160 milioni. Il primo lotto da un miliardo e 640 milioni è già stato affidato a Cepav 2 lo scorso luglio ed interessa il tratto fra la bresciana Mazzano e la stazione di Verona merci.

La realizzazione richiederà l’esproprio di oltre 500 proprietari, dei quali oltre cento solo a Desenzano e una settantina a Lonato. I primi espropri sono già partiti: l’offerta bonaria prevede i pagamento del triplo del prezzo in cambio della rinuncia a opposizioni o ricorsi.

LA MAXI GALLERIA.

Il primo lotto partirà dalla galleria di Lonato: 7,371 km dei quali quasi 5 in galleria ed il restante come imbocchi. Il tunnel sarà a doppia canna con diametro di 30 metri. Per la costruzione è previsto l’acquartieramento di operai e tecnici (120 di media, 300 nei periodi di picco) a nord di Castiglione. Per i materiali di scavo del tunnel è stata indicata una cava dismessa, che al momento è sequestrata dalla Procura di Brescia per presunto inquinamento.

IL RICORSO AL TAR.

Una cinquantina fra enti, Comuni, espropriati (e fra questi anche i frati del Frassine di Peschiera), ha presentato un ricorso al Tar del Lazio. L’udienza è stata aggiornata in ottobre perché nel frattempo il progetto, con la stesura dell’esecutivo è cambiato. Le proteste dei No Tav però non si fermano. Tredici attivisti hanno ricevuto il “Daspo” urbano dopo avere srotolato un o striscione di protesta alla fiera di Montichiari.

LO STALLO DEL GOVERNO.

Mentre il Consorzio Cepav2 predispone tutti gli atti per partire con i cantieri, il governo non ha ancora preso una decisione definitiva. L’analisi costi-benefici commissionata dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli allo stesso pool del professor Marco Ponti che sta indaganto la Tav Torino Lione non è ancora pronto. Nel frattempo il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha già dato il proprio parere: «La Tav Brescia-Verona deve andare avanti. Fermarla ora costerebbe di più che farla».


 

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