Mantova, il mercato fondiario dà segnali di stanca: scambi in picchiata e prezzi medi stabili

Il rallentamento fotografato dalla Commissione espropri: calo del 15% degli atti di compravendita dei terreni agricoli

MANTOVA. Cinquecento atti di compravendita, il 15% in meno rispetto al 2017. E una diminuzione, pari al 18%, anche della superficie scambiata. Nel 2018, il mercato fondiario mantovano ha dato segnali di stanca. Un rallentamento rispetto all’anno precedente fotografato dall’analisi della Commissione espropri della Provincia di Mantova, che indaga sul mercato dei terreni agricoli grazie a una convenzione con l’Agenzia delle entrate. L’agenzia rileva tutti i valori dal 2017: numero di atti, superfici, localizzazioni dei terreni, prezzi. «In questo modo - spiega il presidente della Commissione espropri Nicola Balboni -i dati rispecchiano con esattezza ciò che è avvenuto. In precedenza si faceva, invece, un’indagine a campione». 

I dati

Nel 2018 gli atti di compravendita di terreni agricoli nel Mantovano sono stati 528, ma di questi la commissione ne ha giudicati significativi 482: sono stati scartati gli atti in cui i prezzi erano troppo alti oppure troppo bassi. Il numero di scambi è in calo del 15% rispetto al 2017, e diminuisce anche il valore della superficie scambiata (1.545 ettari, il 18% in meno del 2017).

Pari a quasi 70 milioni di euro (67,4 milioni) il valore complessivo dei terreni venduti, con un prezzo medio per metro quadrato di 4,33 euro, sostanzialmente uguale all’anno prima. Quanto rilevato è servito come base per il calcolo dei Valori agricoli medi (Vam), che la Commissione espropri ha approvato nella seduta dello scorso 23 gennaio.

Confronto tra comuni

Tra i comuni, i valori per metro quadrato più alti sono quelli registrati a Castel Goffredo, Gazoldo degli Ippoliti, Canneto sull’Oglio, Rodigo, Castiglione delle Stiviere e Guidizzolo: le aree dei vivai, dell’orticoltura e dei vigneti. Roverbella, Marcaria e Suzzara sono i luoghi in cui si sono rivelati più alti i valori complessivi delle transazioni. Sempre questi tre comuni, con l’aggiunta di Cavriana e San Benedetto Po, sono quelli in cui si sono registrati gli scambi maggiori per estensione.

Le regioni agrarie

La Commissione espropri suddivide il territorio della provincia in regioni agrarie, unità giuridiche che non sempre rispecchiano aree omogenee per tessuto produttivo o potenzialità dei terreni. Tra queste, il mercato è molto vivace, in termini di numero di atti, superficie scambiata e valori totali, nella regione che comprende Bozzolo, Marcaria, Sabbioneta, Viadana e i comuni vicini. Bene anche l’andamento degli scambi nelle zone dell’Oltrepò in sinistra Secchia, nel Suzzarese e nell’area classificata come regione agraria n. 2, che comprende i comuni dell’Asolano, Goito, Guidizzolo e Medole.

I valori per zona

I valori per metro quadrato più alti si confermano in collina, dove prevale la coltivazione della vite, ma sono valori in netto calo (-12%) rispetto al 2017. Diminuzioni significative dei prezzi sono state registrate anche nell’area tra i comuni di Ostiglia, Serravalle a Po, Sustinente e Villimpenta (-14%), tra Castel Goffredo e Asola (-6,5%) e nel Destra Secchia (-5%).

Incrementi dei prezzi sono stati rilevati, invece, tra la città, Bagnolo San Vito, Castellucchio, Borgo Virgilio, Rodigo, Gazoldo degli Ippoliti, e Curtatone (+15%), nei comuni di Bigarello Castelbelforte, Castel D’Ario e Roncoferraro (+9%) e nell’Oltrepò tra Gonzaga, Moglia, Motteggiana, Pegognaga, San Benedetto Po e Suzzara (+7,5%), dove si produce il Parmigiano Reggiano e il Lambrusco, e dove sorgono molti impianti di biogas.

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