La beffa dei buoni postali: «Risparmiatori, fatevi avanti»

Federconsumatori alla carica: rendimenti dimezzati, ora Poste deve pagare: «Modifica per decreto mal comunicata. Centinaia di casi anche a Mantova» 

MANTOVA. Erano il salvadanaio dei nonni di una volta, quelli che alla nascita dei nipotini correvano in posta a sottoscrivere dei buoni fruttiferi, che era un po’ come seminare delle monete nel campo dei miracoli dietro la garanzia di rendimenti da favola (certamente con gli occhiali del presente). Solo che i nipotini di allora si stanno adesso scontrando con l’evidenza di una mezza beffa, perché nel frattempo i rendimenti sono stati dimezzati, e se è vero che gli è finita meglio di Pinocchio, si sentono comunque vittime di un’ingiustizia. E sono tanti, almeno 200mila in tutta Italia, diverse centinaia in provincia di Mantova: è a loro che si rivolge Federconsumatori, perché si facciano avanti a pretendere da Poste Italiane quanto pattuito.

Il caso va circoscritto a due serie di buoni postali fruttiferi ordinari di durata trentennale – ricostruisce il presidente di Federconsumatori Mantova, Luigi Pace – quella individuata con la lettera O, emessa nel 1981, e l’altra con la lettera P (1984). Da favola, i rendimenti, lo erano davvero, con percentuali crescenti dal 9 al 15% nell’arco dei trent’anni, a seconda di quando si decideva di andare all’incasso. Non solo: per ogni bimestre di ogni anno successivo al ventesimo scattava un importo fisso, una sorta di premio ulteriore.


Talmente da favola, questi rendimenti, che nel 1986, tramite decreto ministeriale, si decise di dimezzarli con valore retroattivo. Operazione legittima, prevista dal Codice postale dell’epoca (oggi abrogato), ma gestita male e comunicata peggio secondo Federconsumatori. La notizia venne pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e la cosa fu considerata risolta.

«Niente affatto – interviene oggi Pace – i risparmiatori dovevano essere informati nei due momenti fondamentali della formazione del contratto, all’atto della sottoscrizione dei buoni fruttiferi e quando i rendimenti furono dimezzati per decreto. Peccato che all’atto della sottoscrizione ai risparmiatori vennero assicurati dei rendimenti fissi, e che la notizia del decreto fu comunicata solo attraverso la Gazzetta Ufficiale, il che non configura un’informazione puntuale. Per questo invitiamo i consumatori a rivolgersi ai nostri sportelli». Per stabilire un contatto e fissare un appuntamento nella sede di Mantova e negli altri presidi della provincia è disponibile anche il numero di cellulare 3357126602.

Se il presidente di Federconsumatori si appassiona, rivendicando la sensibilità dell’associazione alle istanze dei cittadini, soprattutto al cospetto delle istituzioni che invece di tutelarli li beffano, negli ultimi anni sul nodo dei buoni postali la giurisprudenza ha espresso orientamenti diversi. Per questo martedì la questione approderà alla Corte di Cassazione in sezioni unite, dalla quale ci si attende la risposta definitiva. 

Ig.Cip

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