TempoRadio vince il ricorso e il Tar dà il via libera al ripetitore

Nel 2010 la società editrice Radar aveva presentato il progetto di nuovo impianto. La sovrintendenza aveva detto no: ora il tribunale ha respinto il parere negativo

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Il ripetitore di TempoRadio si può fare. A stabilirlo con una recente sentenza è il Tar di Brescia che si è espresso ora su un ricorso presentato nel 2011 dalla società editrice Radar che gestisce la stazione radio castiglionese contro la Soprintendenza di Brescia, Cremona e Mantova che aveva dato parere negativo all’installazione. Nel 2010, un anno prima del ricorso,  Radar (di Angelo Beschi & C. S.a.s.) aveva presentato in Comune il progetto di installazione di un nuovo impianto di radiodiffusione sonora, un traliccio in metallo alto 50 metri, in via Verdi, sulla collina detta Monte del Signore, al posto di quello esistente in località Belvedere che sarebbe poi stato dismesso. Un impianto che potesse «assicurare la continuità del servizio e la ricezione del segnale irradiato dall’emittente senza disturbi».

Monte del Signore - a quanto si legge nella motivazione della sentenza - è presente nel Pgt del Comune di Castiglione come unica area riservata ad impianti tecnologici e già ne ospita due di altri proprietari. Nel 2010 però i residenti della zona avevano chiesto che il progetto venisse fermato ed erano state raccolte ben 570 firme per dire no all’installazione di un'antenna per la radiodiffusione in una zona tutelata e inserita nel parco locale d'interesse sovracomunale a Fontane, accanto all'attuale ripetitore Telecom.


Alla richiesta di Radar, inoltre, si oppose la Sovrintendenza, sostenendo che il ripetitore sarebbe stato «in contrasto con i valori paesaggistici espressi dal vincolo “quadri naturali di particolare valore panoramico”. Il parere della Sovrintendenza ai beni architettonici è prioritario, cosicché anche il Comune - nonostante il sì della commissione paesaggistica locale - negò il rilascio del titolo paesaggistico.

Sono passati gli anni, il ricorso è rimasto giacente e «non è stata chiesta la sospensiva del provvedimento» come ci spiega il legale di Radar, l’avvocato Giovanna Reboldi di Brescia. Il 16 gennaio invece, ecco la sentenza del Tar che accoglie il ricorso, quindi, di fatto, annulla il parere negativo espresso dalla sovrintendenza per i beni architettonici e artistici. Il tribunale amministrativo ha di fatto riconosciuto - si legge nella sentenza - che l’area individuata per l’installazione nel Pgt comunale è riservata ad impianti tecnologici, infatti ce ne sono altre due; e che, per tutelare la salute e il rispetto delle norme in materia di inquinamento elettromagnetico, la Radar ha ipotizzato una serie di misure migliorative, rispetto al progetto iniziale: cioè la collocazione del traliccio non in cima alla collina ma a mezza costa, per ridurne l’impatto visivo, una struttura più leggera alla vista, opere di mitigazione e compensazione ambientale.

Per il momento Christian Beschi, della Radar, preferisce non rilasciare dichiarazioni in merito, sostenendo che i progetti della società sono ancora tutti da valutare.

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