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Più produzione e costi in calo: la stalla hi-tech aiuta il bilancio

I conti in tasca a un allevatore che ha investito 2 milioni nei robot di mungitura: «Aumentano quantità e qualità del latte. Risparmi su energia e acqua»

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MANTOVA. Aumento della produttività, abbattimento delle emissioni, risparmio energetico e miglior grado di benessere degli animali. Non sono gli obiettivi della stalla del futuro, ma la realtà che gli allevatori hanno a disposizione già oggi grazie alla ricerca e allo sviluppo tecnologico. Un esempio perfetto arriva da diverse realtà mantovane.

Più produzione e costi in calo: la stalla hi-tech aiuta il bilancio

Tra queste l’azienda agricola “Bugno”, di proprietà del presidente di Confagricoltura Alberto Cortesi, con circa 300 capi in lattazione e una nuova stalla (4mila metri quadrati, in grado di ospitare più di 200 animali) gestita da quattro robot di mungitura: «Prima di decidere che tipo di struttura costruire – spiega Cortesi – abbiamo girato mezza Europa, studiando ciò che c’era all’estero. Poi abbiamo fatto l’investimento».

Un investimento da oltre due milioni di euro, cofinanziato dal Psr, che sta portando e porterà a notevoli vantaggi, sotto tutti gli aspetti. In primis, concetto al giorno d’oggi sempre più importante, per quanto riguarda il benessere animale. Le vacche sono libere di gestire autonomamente le loro mungiture, decidendo quando riposarsi, quando alimentarsi e quando bere. Addio allo stress del trasferimento, da ripetere almeno due volte al giorno, in sala di mungitura, e alla conseguente attesa del proprio turno. Importante anche l’aspetto della temperatura

«Sulla climatizzazione – prosegue Cortesi – è stato fatto uno studio lunghissimo. In stalla sono presenti ventole per rinfrescare gli animali e doccette, azionate automaticamente da una centralina in base all’aumento di umidità e temperatura». Tutto questo si traduce in un aumento di produttività degli animali.

Nell’allevamento di Cortesi gli studi dicono che le vacche munte da robot producono in media 38 chilogrammi di latte al giorno, vale a dire un +8% rispetto a quelle ancora munte in sala (35 kg al giorno). Aumento della produzione media dunque, ma anche miglior qualità del latte, che presenta valori nutrizionali, per quanto riguarda grasso e proteine, decisamente più alti. Questi ultimi vengono mantenuti inalterati anche grazie al nuovo sistema di raccolta del latte, che non arriva più a caduta nelle cisterne, ma viene pompato idraulicamente dal basso.

La stalla moderna presenta anche importanti risparmi energetici rispetto al sistema tradizionale. Il risparmio di energia è valutato (ma i costi potrebbero variare) in 0,028 kilowatt per litro di latte munto. Ipotizzando, quindi, una produzione di circa 40mila quintali all’anno, il risparmio sarebbe pari a 112mila kilowatt all’anno, vale a dire circa 16.800 euro in meno sulla bolletta. Fondamentale, poi, il risparmio idrico, dato che con la mungitura robotizzata le mammelle vengono pulite a secco. Si calcola dunque, sempre per una produzione di 40mila quintali, un risparmio di circa 496mila litri di acqua da pozzo ogni anno. In ultimo, un altro aspetto fondamentale: la progressiva robotizzazione delle stalle consentirà un ingente risparmio di manodopera e un conseguente aumento della sicurezza sul lavoro.

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